Vittime: non le si abbandoni

Vittime: non le si abbandoni

Basta con l'abbandono delle Vittime. Questo il grido, anche fotografico, di Livio Moiana. Anni fa nel guardare la Tv e leggere i giornali mi arrabbiavo vedendo che l’attenzione era tutta verso i criminali e il loro recupero. Pochissimi parlavano delle Vittime.  Anni fa nel guardare la Tv e leggere i giornali mi arrabbiavo vedendo che l’attenzione era tutta verso i criminali e il loro recupero. Pochissimi parlavano delle Vittime. Era come se, a parte il clamore iniziale, non esistessero più. Poi è stata uccisa mia cugina Mara e ho potuto constatare di persona che chi è sopravvissuto, a sua volta…
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Una persona uccisa non è una candela spenta, è una vita.

Una persona uccisa non è una candela spenta, è una vita.

Non è una candela è una vita, eppure sembra non contare nulla per il sistema giustizia. Antonello aveva solo 31 anni quando, la notte del 7 agosto 2008, e' stato ucciso. Chi lo ha conosciuto conserva in fondo al cuore qualcosa dei suoi bagliori di onestà e di integrità morale. Ricordi unici.  Antonello aveva solo 31 anni quando, la notte del 7 agosto 2008, è stato ucciso. Chi lo ha conosciuto conserva in fondo al cuore qualcosa dei suoi bagliori di onestà e di integrità morale. Ricordi unici. Irripetibili. Quei ricordi che si possono attribuire a un ragazzo solare, sempre…
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Mio marito ucciso da Vallanzasca

Mio marito ucciso da Vallanzasca

Intervista a Gabriella Vitali: Mio marito è stato ucciso da Vallanzasca. Non chiamatelo "bel Renè"! Vallanzasca mi ha cambiato la vita senza che io lo volessi. Senza che io e le mie figlie avessimo colpe. Lui ha detto che gli ostacoli li abbatte. Ma noi non eravamo nemmeno un ostacolo per lui. Gabriella Vitali è la moglie di Luigi D’Andrea. Ucciso da Renato Vallanzasca il 6 febbraio del 1977, insieme al suo collega della Polizia Stradale di Bergamo Renato Barborini. Avevano trentuno e ventisette anni.  Una cosa che aggiunge dolore al dolore, è che la gente non capisce perché vi…
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Morti d’indulto

Morti d’indulto

Morti a causa dell'indulto, la responsabilità è anche dello Stato L'indulto fa morti. "Ci sia certezza che la pena corrisponda alla condanna e che la condanna corrisponda al reato, perché in questa certezza soltanto c’è la possibilità di rieducare chi ha commesso la peggiore delle azioni. C’è la solidarietà verso chi quell’azione l’ha ricevuta e il rispetto del senso di sicurezza, che rende i cittadini liberi di vivere senza paura. E tra le cause dell’insicurezza c’è anche l’imperfezione di alcune leggi e il fatto che siano spesso contrastanti, per esempio la legge sull’indulto «è in stridente contrasto con la quasi contemporanea…
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Emergenza carceri: gli istituti vuoti

Emergenza carceri: gli istituti vuoti

Emergenza carcere, sono molti gli istituti vuoti. Che fare? Dati tratti da Associazione Antigone e inchieste giornalistiche. Arghillà (Reggio Calabria) :carcere ultimato nel 2005 con accorgimenti tecnici all'avanguardia. Costo della realizzazione 25 milioni di euro dei contribuenti. Inutilizzato. Mancano la strada d'accesso, le fogne e l'allacciamento idrico. Posti disponibili 358 con possibilità di ampliamento di altri 200 posti. Bovino (Foggia): struttura ultimata. Posti disponibili 120. Mai aperta. Accadia (Foggia): Penitenziario finito nel 1993. Capienza 90 posti. Attualmente proprietà del Comune che lo ha trasformato in una discarica a cielo aperto. Mai utilizzato come carcere. Apricena( Foggia ): Inutilizzato a fini detentivi. Ogni…
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Indulto e amnistia. Io dico no!

Indulto e amnistia. Io dico no!

Indulto? Amnistia? Mai. So benissimo che la mia protesta, che è poi la protesta di milioni di cittadini e di milioni di Vittime dei reati, non riuscirà a fermare la scelta di un Parlamento che sa rimandare tutto ciò che può fare bene ai cittadini, e che invece agisce in fretta per tutelare le minoranze. Però questo non toglie che possa esporre senza essere tacciata di giustizialismo o populismo, le ragioni di quello che reputo un fallimento dello Stato, un’ingiustizia con la I maiuscola. Né accusata perché affermo di vedere, proprio nello Stato, il mandante delle violenze che seguiranno, certamente, un indulto e un’amnistia.…
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Sconti automatici? Basta!

Sconti automatici? Basta!

Tre anni e quattro mesi al colpevole. No agli sconti automatici! La condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione per Gabardi El Habib, il pirata della strada che il 10 luglio 2013 travolse e uccise Beatrice Papetti, di soli 16 anni,  è una rarità per quanto riguarda gli omicidi stradali. Ma la pena resta non equa rispetto alla gravità del fatto e al valore immenso del bene sottratto, un bene che non è restituibile: la vita. Ora mi aspetto che il nuovo Ministro della Giustizia Orlando prenda in seria considerazione la possibilità di eliminare gli sconti automatici per quanto riguarda tutti i reati contro la persona. La pena effettiva infatti…
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Amnistia e irresponsabilità

Amnistia e irresponsabilità

Amnistia, un atto di irresponsabilità che può vedere la morte di persone innocenti. Amnistia! Lo si grida più o meno ogni cinque anni. Si chiede l’ amnistia per giungere a un qualche provvedimento d’impunita' minore e, alla fine, non risolvere niente. Infatti, statistiche alla mano, il problema carceri aumenta nel tempo. E ogni volta, da decenni, dopo provvedimenti di questo tipo (che si fanno sempre dicendo che a essi seguirà una riforma del sistema che non avviene mai) aumentano anche i reati contro la persona, primo tra tutti l’omicidio volontario, a seguire i furti e le rapine. “Effetti collaterali” a danno dei…
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La giustizia sta morendo

La giustizia sta morendo

La giustizia sta morendo, non stiamo a guardare Che tristezza l'ennesimo provvedimento che non tiene conto delle Vittime dei reati e di quei liberi cittadini la cui sorte potrebbe diventare terribile, e poi essere considerata un insignificante “effetto collaterale”. Che società è quella che mette davanti al diritto alla vita, all’integrità, alla salute dei cittadini onesti, un altro diritto che potrebbe essere soddisfatto già domani senza, appunto, effetti collaterali? Che civiltà è quella che annullando la pena per alcuni reati annulla la forza della legge e ne svilisce la necessità? La giustizia non può essere clemente con chi abusa della…
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Lettera aperta a Pannella sull’amnistia.

Lettera aperta a Pannella sull’amnistia.

Caro Onorevole Pannella, Le scrivo a nome mio e dei familiari delle Vittime di omicidio e della violenza, e di quei liberi cittadini che non vogliono rischiare di diventarlo. Le scrivo a nome di tutti coloro che sono stati umiliati nella dignità, torturati, feriti nel corpo e nell'anima o uccisi da chi oggi, per sua scelta, si trova in quel carcere nel quale lei spesso si reca per raccoglierne ansie e dolori. Ansie e dolori che solo raramente riguardano le proprie colpe e le ingiustizie perpetrate a danno di altri.  Lei che si induce perfino al suicidio per i diritti di…
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Quando la libertà di uno vale più della vita degli altri. Caso Lucidi

Quando la libertà di uno vale più della vita degli altri. Caso Lucidi

Nel video le parole della mamma di Flaminia durante la  Tavola Rotonda alla Camera del 29 settembre 2010, una storia che si ripete migliaia di volte nel nostro paese..... Nei giorni in cui si parla della scarcerazione di Stefano Lucidi, che uccise i due fidanzati di Roma Flaminia e Giordano, vorrei riproporvi alcuni passi del mio libro Vittime per Sempre.... Io non posso accettare che la vita non abbia "prezzo". Non posso pensare che una vita umana stroncata in un attimo a causa della mancanza di rispetto di quelle regole che sono lì per impedire ciò avvenga, non abbia un valore grande.…
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Bimbi uccisi dal padre: un appello

Bimbi uccisi dal padre: un appello

Il caso dei due bimbi uccisi dal loro padre, niente pietas Caro Direttore, vorrei fare un appello: non trasformiamo il padre che ha ucciso i suoi figli in una vittima (Corriere, 17 luglio). Dobbiamo fare un salto morale, a partire dal fatto che non possiamo chiamare amore quello che vuole possedere le vite altrui. Oggi la tutela delle libertà individuali supera il diritto naturale alla vita; dobbiamo avere ben chiara la profondità delle azioni, il loro effetto. Gli atti di Iacovone, tutti, vanno condannati. Vietata la retorica della «pietas» per lui. Sia riversata invece sulle Vittime (quelle vere), i bambini…
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Finanziaria e certezza della condanna

Finanziaria e certezza della condanna

"Del doman non v'è certezza", specie per quanto riguarda la nuova finanziaria. Ma oggi ciò che leggo mi rincuora: è previsto l'annullamento della condizionale per chi evade oltre tre milioni di euro. Bene! Ciò significa che, valendo la vita molto di più di tre milioni di euro, anche per l'omicidio stradale lo Stato si comporterà con la stessa durezza. Niente condizionale per chi uccide mentre guida la sua "arma" ubriaco, drogato o nella piena facoltà di scegliere di osservare o meno quelle regole nate per salvarci la vita! Mi spingo oltre: cari Ministri, c'è anche un altro modo per risparmiare…
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Quella maledetta pena sospesa

Quella maledetta pena sospesa

Condannato per maltrattamenti a un anno. Pena sospesa. E durante quella sospensione di una pena che non c'è, che è solo virtuale, può tenere stretta la figlioletta tra le braccia e obbligarla a morire bruciata. Una crudeltà senza pari, che poi, dopo, non appare neanche più crudele. Perché, poverino, stava male, era fuori di testa per la separazione. E allora il buonismo interviene a trasformare quella crudeltà vigliacca in semplice cieca disperazione. Ma in questa storia come in migliaia di altre, c'è un'altra crudeltà, quella di un sistema giudiziario che punta la luce sul reo e sulla sua libertà. Anche…
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Marcia per amnistia a Natale sfregio per Vittime

Marcia per amnistia a Natale sfregio per Vittime

Trovo un grave sfregio verso le Vittime dei reati fare una marcia per l'amnistia proprio il giorno di Natale. Giorno che per molte Vittime di ogni forma di violenza non ha più luci, né colori. Una mancanza di rispetto che calpesta la dignità di chi i reati li subisce. Giorno per altro, lo ricordo, in cui si festeggia il "compleanno" di un uomo che è morto ammazzato in croce, non certo dei delinquenti. Pannella, Napolitano e Cancellieri quel giorno vadano a trovare i familiari delle persone morte ammazzate da plurirecidivi usciti grazie all'indulto del 2006. E magari li accompagnino al…
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Indulto 2006, gli effetti

Indulto 2006, gli effetti

GLI EFFETTI DELL’INDULTO 2006   Dopo l’indulto, secondo i dati forniti dal Ministro Cancellieri a ottobre del 2013, il numero dei detenuti è cresciuto, rispetto a prima, in media di 7000 soggetti in più ogni anno. Il ritmo di crescita dei detenuti è stato alto per i primi quattro anni successivi, fino a giungere, nel 2009, a un picco di oltre 69.000 presenze in carcere, 30.000 in più di quelli presenti dopo l’applicazione dell’indulto. I promotori dei provvedimenti collettivi di clemenza affermano che chi ha beneficiato dell’indulto del 2006 ha una recidiva più bassa rispetto a chi non ne ha…
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Investita e uccisa: Credevo fosse un cane

Investita e uccisa: Credevo fosse un cane

La investe, la uccide, pensava che fosse un cane e scappa "Credevo fosse un cane", "Credevo fosse un animale", "Pensavo fosse un pezzo di cartone" e chi più ne ha più ne metta. Sono le frasi che spesso dicono i pirati della strada. E le dicono solo dopo, molto dopo, quando vengono trovati. Quando gli avvocati difensori cominciano a muovere i fili dell'assoluzione per un reato che ancora oggi non è considerato gravissimo: l'omicidio stradale.  E' stato un incidente, si dice. Ma il caso c'entra poco nel 90% degli scontri. Di certo non c'entra qui dove la responsabilità è anche…
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Marta e Ilaria: nessuno è innocente

Marta e Ilaria: nessuno è innocente

Marta e Ilaria sono morte e siamo tutti colpevoli. Le punizioni devono essere efficaci, proporzionali, dissuasive e tenere conto della gravità del fatto compiuto come afferma l'art.45 della Convenzione di Istanbul, ma per salvare vite occorre agire prima, con durezza, reprimendo già i reati anticipatori anche se, erroneamente, considerati minori. Due giovani donne, Marta Deligia e Ilaria Pagliaruolo, non sarebbero morte se ognuno, in qualsiasi ruolo, avesse fatto il suo dovere con la piena consapevolezza di un fenomeno che deve essere riconosciuto per essere eliminato: il femminicidio. Legislatore, magistrato, forze dell'ordine, cittadini. Nessuno è innocente di fronte a queste morti. Da una parte ci…
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All’omicidio non si può dare ragione

All’omicidio non si può dare ragione

L'omicidio non ha mai ragione, mai una giustificazione per l'atto che è pura espressione del male. All'omicidio non si può dare mai una giustificazione. A questa morte no, non si può dare ragione. Ecco perché ribalto i ruoli, inverto le posizioni, annullo le distanze, trasformo il lettore in giudice e me stessa in un avvocato che conoscendo solo la legge del cuore tenta una difesa convulsa e appassionata, per tutelare la dignità e l'onore della Vittima, il suo diritto “ad esserci stata”. L'arringa:  Silenzio in aula! L'accusa afferma che le Vittime devono restare nell'ombra. Ora la parola va alla difesa. Si…
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I Kabobo e l’imputabilità

I Kabobo e l’imputabilità

Tre persone massacrate per caso forse resteranno senza un colpevole. Il Procuratore ha chiesto la perizia psichiatrica per Kabobo, perché "emergono segni inequivocabili di una situazione di infermità mentale". Kabobo non comprende il disvalore del suo atto. E per questo potrebbe essere giudicato non imputabile. Dunque non colpevole? E’ già accaduto. Milano fu teatro di un altro episodio simile. Lui si chiama Oleg Fedchenko. Uscendo di casa alla madre ha detto “ammazzo qualcuno”. Lo ha fatto. Ha massacrato a pugni Emilou Arvesou. Due anni prima era stato costretto a un TSO, un trattamento sanitario obbligatorio, per “un’esplosione depressiva psicotica violenta.” E…
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