Guerra e Pace: la normalizzazione del conflitto e il valore del particolare

Tracce di guerra in una città distrutta, memoria visiva delle vite spezzate nei conflitti attuali

Nel mondo di oggi la guerra sembra essere diventata una condizione permanente. Dalla Russia all’Ucraina, da Israele a Gaza, da Tehran a Beirut, la violenza si è normalizzata. Ma se ogni colpo su una singola vita colpisce la Vita stessa, allora possiamo davvero considerarci in pace?

La guerra normalizzata: da Hobbes a Hillman

Hobbes lo scrisse secoli fa: la guerra è lo status naturalis degli esseri umani. E James Hillman, molto più tardi, ha confermato: “La parola guerra è ormai candeggiata, lavata, ripulita dalle sue immagini terribili”. Viviamo in una società che usa la guerra come metafora: guerra dei prezzi, guerra del gas, guerra dell’informazione. Ma nel frattempo ci dimentichiamo cosa significhi davvero la guerra: sangue, terrore, famiglie sradicate.

Nel 2024, mentre Israele bombarda Gaza e Hezbollah risponde con missili dal Libano, mentre in Ucraina la guerra si trascina da oltre due anni, mentre l’Iran alza i toni e l’Occidente si frammenta tra proclami e interessi energetici, quella parola lavata torna a sporcarsi. E noi? Osserviamo, distanti. Eppure colpiti.

Il valore del particolare

La guerra si consuma nel generale, ma uccide nel particolare. Ogni singola vita spezzata è un mattone marcio nel palazzo della civiltà. E quando i governi parlano di strategie, di equilibri geopolitici, di deterrenza, dimenticano che la civiltà si costruisce sulla quotidianità.

La quotidianità di chi, in Israele, in Ucraina, a Rafah o a Mariupol, porta il figlio a scuola senza sapere se tornerà. La quotidianità di chi ha perso casa, madre, gambe. Ogni particolare che si frantuma è una democrazia che fallisce, è un diritto che si dissolve.

I bambini: bersaglio invisibile e futuro negato

Nel cuore di ogni conflitto, c’è un bersaglio costante: i bambini. Vittime prime e ultime di ogni guerra. Non importa che sia un bombardamento aereo o un attacco terroristico, che sia la mano di un militare o di un ragazzino radicalizzato. I bambini muoiono. E spesso uccidono.

Nel conflitto israelo-palestinese le vittime più giovani sono ormai migliaia. In Ucraina, secondo l’UNICEF, centinaia di bambini sono stati uccisi o feriti dall’inizio della guerra, e il numero continua a crescere. E in Afghanistan, Siria, Yemen, Etiopia, il conto non si ferma. I numeri non bastano a raccontare ciò che realmente accade: è l’infanzia che muore, è il futuro che viene bruciato.

Una guerra senza volto: ideologie o manipolazioni?

Cosa stiamo combattendo oggi? Una guerra di religione? Una guerra di civiltà? Oppure, come spesso accade, una guerra manipolata: condotta da pochi sulla pelle di molti. Il vero nemico è l’anonimato del male. L’invisibilità del soldato. Il sorriso prima del massacro.

Se non riusciamo a dare un nome a ciò che ci minaccia, non riusciremo mai a difenderci. E allora la vera sfida è tornare a vedere. Senza veli. Con coraggio. Perché in gioco non c’è solo la nostra libertà, ma la nostra stessa umanità.

Un solo volto: amore e pace

Da sempre, ma non per sempre, antisemitismo e odio producono solo orrore. Che le Vittime di ogni guerra, dichiarata o nascosta, siano nei nostri cuori. Che il loro dolore diventi la nostra lotta. Non una lotta d’armi, ma di visione. Di parole, di giustizia. Incolliamo la medaglia del bene e del male al muro della Storia. E lasciamo emergere un solo volto: quello dell’amore.

 

Barbara Benedettelli
Sociologa, saggista, giornalista e Vicepresidente dell’Osservatorio Nazionale Sostegno Vittime. Autrice di Dialogo con l’Umanità, Connessioni Pericolose e altri saggi su crimine, AI, giustizia e relazioni umane. Leggi la biografia completa

di Barbara Benedettelli — Sociologa, saggista, giornalista e Vicepresidente dell’Osservatorio Nazionale Sostegno Vittime. Autrice di numerosi libri e studi su crimine, giustizia, AI e relazioni umane.

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Barbara Benedettelli

Barbara Benedettelli è sociologa, saggista e giornalista pubblicista. Socio fondatore e Vicepresidente dell'Osservatorio Nazionale Sostegno Vittime, da anni è vicina ai familiari delle Vittime dei reati violenti. Attualmente è Assessore a Città di Parabiago (Mi) con delega a Polizia Locale, prevenzione stradale, Protezione Civile e cultura.

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Chi è Barbara Benedettelli
Sociologa, giornalista e saggista. Autrice di inchieste su giustizia, vittime, violenza relazionale e intelligenza artificiale. Editorialista per Il Giornale e autrice di saggi come Dialogo con l’Umanità, Connessioni Pericolose e 50 Sfumature di Violenza.

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