25 Novembre: senza rigore non si vince la violenza

Il femminicidio: un fenomeno che va affrontato con verità, rigore e responsabilità

Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Un appuntamento importante, che impone una riflessione profonda, priva di retorica e ideologia, su un fenomeno grave e complesso.

Origine del termine e radici culturali

In tutto il mondo, mentre gli uomini vengono uccisi prevalentemente da sconosciuti nell’ambito della criminalità comune o organizzata, le donne sono spesso vittime di violenza all’interno delle relazioni intime. Per descrivere questa specificità è stato coniato il termine femminicidio. Un termine che ha valore criminologico e sociologico quando indica una violenza fisica, sessuale, psicologica sistematica, e talvolta politica, economica e istituzionale.

L’antropologa messicana Marcela Lagarde lo ha introdotto nel 2004 per denunciare i brutali delitti contro le donne di Ciudad Juárez, in Messico, dove dal 1993 centinaia di giovani donne sono state stuprate, torturate e uccise nell’indifferenza istituzionale. La Corte Interamericana dei Diritti dell’Uomo, con la sentenza “Campo Algodonero” del 2009 (fonte), ha riconosciuto il termine femminicidio come omicidio basato sul genere.

Cosa accade in Italia: il confine da ristabilire

Nel nostro Paese, fortunatamente, non esiste alcuna legittimazione sociale o istituzionale della violenza sulle donne. Anzi, vi è una forte condanna politica e mediatica. Tuttavia, il termine femminicidio viene talvolta applicato in modo improprio, includendo nella conta ufficiale ogni uccisione di donna, indipendentemente dal movente e dal rapporto con il carnefice.

Esempi tragici come l’uccisione di Concetta Di Pasquale da parte del marito, dopo decenni di violenze domestiche, rientrano pienamente nella definizione di femminicidio. Diverso è il caso di minori uccise dalle madri o di donne uccise da figli con gravi disturbi psichiatrici, come nel caso di Giovanna Gamba. Inserire tali eventi nella stessa categoria rischia di offuscare la realtà del fenomeno.

Il pericolo della mistificazione e il danno delle classificazioni errate

Questa generalizzazione produce una distorsione della percezione pubblica e rende più difficile individuare strategie efficaci di prevenzione. Senza rigore analitico e definizioni precise, il rischio è quello di costruire numeri che alimentano narrative ideologiche piuttosto che politiche realmente risolutive.

Serve un nuovo approccio per capire e prevenire

Se il numero dei femminicidi nelle relazioni intime resta stabile da anni, significa che l’approccio attuale alla prevenzione necessita di una revisione. Occorre considerare le trasformazioni sociali, le responsabilità multiple e le molteplici sfumature della violenza. Solo così si potrà agire in modo efficace su tutte le variabili che alimentano il fenomeno.

Un salto etico oltre l’ideologia

È necessario, come ammonisce il filosofo Edgar Morin ne I sette saperi necessari all’educazione del futuro, che uomini e donne non siano più vittime inconsapevoli delle proprie idee e delle menzogne su sé stessi. Solo un salto etico che superi interessi e ideologie consentirà politiche giuste, equilibrate e realmente efficaci.


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di Barbara Benedettelli — Sociologa, saggista, giornalista e Vicepresidente dell’Osservatorio Nazionale Sostegno Vittime. Autrice di numerosi libri e studi su crimine, giustizia, AI e relazioni umane.

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Barbara Benedettelli

Barbara Benedettelli è sociologa, saggista e giornalista pubblicista. Socio fondatore e Vicepresidente dell'Osservatorio Nazionale Sostegno Vittime, da anni è vicina ai familiari delle Vittime dei reati violenti. Attualmente è Assessore a Città di Parabiago (Mi) con delega a Polizia Locale, prevenzione stradale, Protezione Civile e cultura.

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Chi è Barbara Benedettelli
Sociologa, giornalista e saggista. Autrice di inchieste su giustizia, vittime, violenza relazionale e intelligenza artificiale. Editorialista per Il Giornale e autrice di saggi come Dialogo con l’Umanità, Connessioni Pericolose e 50 Sfumature di Violenza.

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