Giallo a Porto Sant’Elpidio

Giallo a Porto Sant’Elpidio

Porto Sant'Elpidio, Fermo. Il 17 febbraio 2020 in aperta campagna, alle prime luci dell'alba un passante si imbatte in un cadavere. E' sull'erba di un campo sterminato. Non distante dal ciglio della strada dove c'è una scia di sangue. Ha una serie di ferite profonde alla schiena. Sembra essere stato gettato da un auto in corsa. Il suo nome è Mihaita Radu. Ha origini rumene. Aveva 31 anni e risiedeva nella bella località turistica marchigiana da tempo. Conosciuto da tutti come Michele è stato descritto come riservato, affidabile, tranquillo. Lavorava in uno scatolificio come operaio, era volontario della Croce Verde…
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Chi è il mostro di Udine?

Chi è il mostro di Udine?

Chi è il serial killer chiamato "Il mostro di Udine", che tra il 1971 e il 1985 colpiva in Friuli? Il misterioso assassino seriale, che tra il 1971 e il 1985 ha massacrato diverse donne in Friuli, prediligeva le prostitute, usava il bisturi, non è mai stato individuato. Esattamente come il più tristemente famoso serial killer inglese Jack lo Squartatore, era mosso dall'odio misogino e sgozzava le sue vittime di cui squarciava le pance con estrema precisione. Anche nel caso italiano l'identikit del mostro è quello di un medico. Nello specifico di un laureato in ginecologia, probabilmente schizofrenico e che…
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Il killer di Budrio e gli altri

Il killer di Budrio e gli altri

Serial killer a Budrio rapinava e ammazzava la gente vestito da ninja. “I suoi occhi sono senza espressione”, dicono gli inquirenti spagnoli che lo hanno arrestato. Niente sensi di colpa né pentimento nel cuore di ghiaccio di Norbert Feher, più noto come Igor il russo, il camaleonte, il killer di Budrio, il guerriero-ninja che rapinava la gente con l'arco e una striscia di stoffa rossa legata in fronte. Diciotto le identità che ha usato per dileguarsi tra un Paese europeo e l'altro. Killer imprendibile dall' aprile 2017 - quando in Italia ha ucciso a sangue freddo Davide Fabbri e Valerio Verri…
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Serena Mollicone, nuove prove

Serena Mollicone, nuove prove

Serena Mollicone, dopo sedici anni nuove prove. Vicini alla soluzione? Serena Mollicone, 18 anni, intorno alle 11 del mattino entra nella Caserma dei Carabinieri di Via Valle. Siamo ad Arce (Frosinone) ed è il primo giugno 2001. Due giorni dopo viene trovata morta in un boschetto a Fonte Cupa (oggi Fonte Serena) in una località poco distante dal paese. La testa è avvolta in un sacchetto di plastica, alla bocca e sugli occhi ha del nastro adesivo, le mani e i piedi sono legati con filo di ferro. Sul corpo sono evidenti segni di gravi percosse, ma non ha subito…
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Il giallo di Pordenone

Il giallo di Pordenone

Il giallo di Pordenone inizia il 17 marzo 2015. Trifone Ragone, 28enne caporale dell’esercito e la fidanzata Teresa Costanza, 30 anni, assicuratrice laureata alla Bocconi, dopo essere stati in palestra vengono freddati all'istante con sei colpi di una semiautomatica 7,65 degli anni 30'. Erano appena entrati nella loro Suzuki, parcheggiata fuori dal palasport di Pordenone. Trifone è stato raggiunto da tre colpi alla testa, uno sparato da meno di 10 centimetri di distanza. Per Teresa è bastata una pallottola in fronte, l'ultimo colpo è andato a vuoto. Il tutto in non più di 10 secondi. Secondo gli inquirenti l'assassino avrebbe…
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Bergamini è stato ucciso

Bergamini è stato ucciso

Si riapre il caso di Donato Bergamini. Il calciatore del Cosenza calcio morto suicida (secondo la prima inchiesta) nel 1989, potrebbe essere stato ucciso.  Bergamini è stato ucciso? Secondo la terza inchiesta Denis Bergamini sarebbe stato seviziato e soffocato. Era il tardo pomeriggio del 18 novembre 1989 quando Donato Bergamini, 27enne centrocampista del Cosenza Calcio, si sarebbe suicidato buttandosi sotto un camion in corsa lungo la statale ionica 106, nei pressi di Roseto Capo Spulico (Cosenza). Ipotesi smentita nell'ambito della terza inchiesta partita qualche mese fa: Denis sarebbe stato seviziato e soffocato. Da chi, come e perché è ancora mistero. Le…
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Denise Pipitone, le impronte sono sue?

Denise Pipitone, le impronte sono sue?

Nuove impronte, nuove piste sottovalutate in passato. Chi ha preso Denise Pipitone? Denise Pipitone, nuove impronte l'ultima novità. Sono sue? "Denise, ovunque tu sia auguri per il tuo diciassettesimo compleanno. Con amore mamma Piera e papà Piero". I genitori di Denise Pipitone non hanno mai smesso di pensarla ancora viva. La speranza che Denise possa tornare a casa è alimentata dalla fotografia recente di una ragazzina molto simile all’immagine dell’invecchiamento realizzato dai Ris di Roma. Speranza alimentata anche dalla recente riapertura dell'inchiesta dopo la chiusura del procedimento penale a carico di Jessica Pulizzi, assolta per “mancata o insufficiente formazione della…
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Aids, epidemia dolosa

Aids, epidemia dolosa

Aids, epidemia dolosa e lesioni gravissime il capo d'accusa per Valentino Talluto. Richiesta di giudizio abbreviato respinta. Ergastolo, e 2 anni di isolamento diurno “per non aver mai mostrato pentimento, per non aver mai collaborato”, la condanna che chiede la pm Elena Neri per il trentaduenne. Secondo la Procura un uomo malvagio, capace di infettare volontariamente di Hiv decine di donne, tra le quali una 14enne alla prima esperienza. La perizia ha accertato il ceppo virale, identico per le 30 partner contagiate, un bambino la cui madre aveva avuto una relazione con l'uomo mentre era incinta e due uomini infettati…
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David Rossi, suicidio o omicidio?

David Rossi, suicidio o omicidio?

David Rossi,  il responsabile della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena ritrovato morto nel vicolo che costeggia la sede, è vittima di suicidio o di omicidio? Lobby segrete, politica, magistratura, finanza. Poteri forti tra i quali aleggiano gli spettri dell'omertà e della corruzione, come in una spy story in cui non sai mai dove sia la verità. Questi gli ingredienti della morte di David Rossi, Capo dell'Area Comunicazione del Monte dei Paschi di Siena dal 2006, schiantatosi al suolo il 6 marzo 2013, dopo il volo da una finestra della banca. E' caduto dalla finestra del suo ufficio, come…
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Omicidio di Nicolina Pacini

Omicidio di Nicolina Pacini

Nicolina Pacini e stata ammazzata con un colpo di pistola sparatole in faccia, a distanza ravvicinata, alle 7,30 del 20 settembre. “Ho sentito due colpi. Ho visto lei a terra e lui che è scappato con la pistola.  Ultimamente aveva paura, sapeva che c'era pericolo...”. Sono le parole di un'amica. A colpirla Antonio Di Paola, 36 anni, che prima di suicidarsi - come già aveva tentato di fare - ha voluto infliggere il dolore massimo alla donna che lo aveva lasciato, Donatella Rago. Una madre spezzata. Nonostante le accuse, da parte del popolo della rete, di aver usato la tragedia…
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Noemi Durini, un omicidio atroce

Noemi Durini, un omicidio atroce

Il triste caso della morte di Noemi Noemi Durini, 16 anni e un omicidio atroce, avvolto nel giallo e nell'indifferenza, che diventa l'ulteriore violenza di chi vorrebbe fare giustizia con bottiglie incendiarie, gettate sul terrazzo della casa del reo confesso. E' questa la cifra di un delitto che, come per la morte di Sarah Scazzi, ha tutti gli ingredienti per diventare il “reality horror” dei prossimi mesi. Montesardo di Alessano, 1.369 abitanti, dove vive il 17enne omicida L.M., e Specchia, 5000 anime, dove viveva Noemi. L'aggressività di lui non era un mistero: “Non voleva che mia cugina vedesse altre persone,…
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L’omicidio di Laura Tirri

L’omicidio di Laura Tirri

L'omicidio di Laura Tirri avviene il 7 marzo 2017. Anche se lei muore giorni dopo, anche se inizialmente sembra un tragico incidente, alla fine la verità emerge: omicidio. A Rosolini, in provincia di Siracusa, viene segnalato un principio d'incendio in un appartamento delle case popolari. Dentro marito e moglie, che rimangono feriti. La causa, secondo la testimonianza di lui, è la bomboletta da campeggio con la quale la moglie stava preparando la cena, esplosa a causa di un malfunzionamento. Lui ha riportato bruciature al dorso di una mano. Lei, che non ha potuto raccontare la sua versione dei fatti per…
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Mostro di Firenze

Mostro di Firenze

Mostro di Firenze, un cold case senza soluzione? Dal 2009, in Italia, presso la Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, c'è l'Unità Delitti Insoluti che risolve i cold cases anche dopo decenni, grazie alle nuove tecniche d' investigazione e alla rilettura dei fascicoli d'indagine. Ma per quanto riguarda il cosiddetto Mostro di Firenze, che ha visto la morte brutale di sedici persone dal 1968 al 1985, possiamo parlare di cold case dal momento che ci sono state delle condanne definitive? C'è davvero un secondo livello di mandanti, come immaginato nella terza inchiesta, che avrebbero pagato i “compagni di merende”…
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Emanuela Orlandi, parla il fratello Pietro

Emanuela Orlandi, parla il fratello Pietro

Emanuela Orlandi, suo fratello chiede di riaprire le indagini Roma, 22 giungo 1983. Una quindicenne di nome Emanuela Orlandi, in una zona centrale della Capitale, viene inghiottita in un mistero profondo come l'angoscia. Un'angoscia che non ha mai lasciato i suoi familiari i quali, ancora oggi, chiedono verità e giustizia. A farlo è Pietro, suo fratello. “Mi sono sempre chiesto perché Giovanni Paolo II il 3 luglio, all'Angelus, parlando di Emanuela ha chiamato in causa “chi ha la responsabilità in questo caso”. Erano passati pochi giorni dalla scomparsa e ancora niente faceva pensare al rapimento. Perché parlare di responsabili? Lui…
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Meredith Kercher si è uccisa da sola?

Meredith Kercher si è uccisa da sola?

L'1 novembre di otto anni fa Meredith Kercher è stata orribilmente uccisa a Perugia. Il procedimento penale che ha visto imputati Rudy Guede, Amanda Knox e Raffaele Sollecito si è concluso con una condanna per Guede e due assoluzioni. Gli indizi, tra cui le  tracce Dna di Amanda sul coltello e di Raffaele sul gancetto del reggiseno di Meredith non hanno convinto i giudici dell'ultimo grado di giudizio. Mentre 35 giudici hanno condannato, altri 13 hanno assolto. Del resto ci troviamo di fronte a un processo indiziario. Amanda e Raffaele sono stati condannati, assolti, condannati, assolti. Cosa c'è che non va, al di là del caso…
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Emilou Arvesù e il pugile che l’ha uccisa “per caso”

Emilou Arvesù e il pugile che l’ha uccisa “per caso”

Tratto da Vittime per Sempre: "È venerdì 6 agosto 2010. Milano è semivuota. Emilou Arvesu, quarantun anni, filippina, è al suo ultimo giorno di lavoro prima delle vacanze. La donna attraversa viale Abruzzi dopo aver lasciato il più piccolo dei due figli in piscina, Rasel, undici anni. Il vento le sposta i capelli neri e lisci che fanno da contorno a un viso regolare. Pochi passi sul marciapiede e un giorno di sole diventa notte di tenebra. Nessuno sceneggiatore, nessun romanziere, nessun regista. Questa è la vita vera. (altro…)
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