Camus, combatti la devastazione a partire da te

Camus, combatti la devastazione a partire da te

Albert Camus "Qualunque cosa facciamo, la dismisura serberà sempre il suo posto entro il cuore dell’uomo, nel luogo della solitudine. Tutti portiamo in noi il nostro ergastolo, i nostri delitti e le nostre devastazioni. Ma il nostro compito non è quello di scatenarli attraverso il mondo; sta nel combatterli in noi e negli altri." "[L]’assassino nella maggior parte dei casi, si sente innocente quando uccide. Ogni criminale assolve se stesso prima della sentenza. Si considera, se non nel suo diritto, almeno giustificato dalle circostanze. Non pensa, né prevede, o, se pensa, è per prevedere che sarà giustificato totalmente o in…
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Le lacrime del male. Carotenuto

Le lacrime del male. Carotenuto

Le Lacrime del male di Aldo Carotenuto È difficile, dinanzi a eventi che scardinano l’ordine della nostra vita, che irrompono con violenza a turbare i nostri equilibri, essere consapevoli della necessità di questo male. Essere consapevoli che ogni tassello, anche il più inquietante, alieno, incontrollabile, può avere un senso che noi capiremo dopo, in un tempo ancora a venire. È difficile per la nostra ragione immaginare la possibilità che anche ciò che consideriamo male, nelle sue svariate manifestazioni, può essere necessario, come un tassello unico e irripetibile, per costruire quel mosaico la cui immagine solo alla fine riusciremo a vedere…
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Sigmund Freud sull’uccidere

Sigmund Freud sull’uccidere

Sigmund Freud ne Il disagio della civiltà afferma che  l'uomo non è solo “una creatura mansueta, bisognosa d'amore, capace, al massimo, di difendersi se viene attaccata; (…) occorre attribuire al suo corredo pulsionale anche una buona dose di aggressività. Ne segue che egli vede nel prossimo non soltanto un eventuale aiuto e oggetto sessuale, ma anche un invito a sfogare su di lui la propria aggressività, a sfruttare la forza lavorativa senza ricompensarlo, ad abusarne sessualmente senza il suo consenso, a sostituirsi a lui nel possesso dei suoi beni, ad umiliarlo, a farlo soffrire, a torturarlo e a ucciderlo. Homo…
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Una Donna di nome Sibilla

Una Donna di nome Sibilla

"Una donna" di Sibilla Aleramo "E incominciai a pensare se alla donna non vada attribuita una parte non lieve del male sociale. Come può un uomo che abbia avuto una buona madre divenir crudele verso i deboli, sleale verso una donna a cui dà il suo amore, tiranno verso i suoi figli? Ma la buona madre non deve essere come la mia, una semplice creatura di sacrificio: deve essere una donna, una persona umana. E come può diventare una donna, se i parenti la danno, ignara, debole e incompleta, a un uomo che non la riceve come una sua uguale;…
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Freud e il disagio della civiltà

Freud e il disagio della civiltà

Freud e il disagio della civiltà "Sono tre le fonti da cui proviene la nostra sofferenza: la forza soverchiante della natura, la fragilità del nostro corpo e l'inadeguatezza delle istituzioni che regolano le reciproche relazioni degli uomini nella famiglia, nello Stato, nella società. […] Circa la terza fonte di sofferenza […] [...]on vogliamo ammetterla, non riusciamo a comprendere perché le istituzioni da noi stessi create non debbano essere piuttosto una protezione e un beneficio per tutti". Sigmund Freud
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Dai al mondo il meglio di te

Dai al mondo il meglio di te

Poesia di Madre Teresa "L'uomo è irragionevole, illogico, egocentrico:  non importa, amalo! Se fai il bene, diranno che lo fai per secondi fini egoistici: non importa, fai il bene! Se realizzi i tuoi obiettivi, incontrerai che ti ostacola: non importa, realizzali! Il bene che fai forse domani verrà dimenticato: non importa, fà il bene! L'onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile: non importa, sii onesto e sincero! Quello che hai costruito può essere distrutto: non importa, costruisci! La gente che hai aiutato, forse non te ne sarà grata: non importa, aiutala! Dà al mondo il meglio di te e forse sarai preso a pedate: non importa, dà il…
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Lentamente muore ( ode alla vita)

"Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi fa della televisione il suo guru. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo quando è infelice…
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