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Sovraffollamento carcerario: tasso di detenzione

TASSO DI DETENZIONE: INDICATORE DI INEFFICIENZA

 

   2000|2001|2002|2003|2004|2005|2006|2007|2008|2009|2010|2011|2012|2013
    125  |129  |135 | 134  |132  |  139 |  89   |  105  |130 | 148  | 153| 147 |146  | 140

 

Il Tasso di Detenzione mostra un numero relativo alla quantità di detenuti per ogni tot abitanti. E’ un importante indicatore da analizzare, per valutare i risultati delle azioni messe in atto in campo penale. Nel nostro paese per 100.000 abitanti il Tasso di Detenzione è pari a 112,6 detenuti ed è inferiore rispetto alla media in Europa (127,7) e mondiale (156). Per esempio in Francia, Spagna e nel Regno Unito, i Tassi di Detenzione sono superiori a quelli italiani, ma in nessuno di questi paesi c’è lo stesso problema di sovraffollamento che abbiamo noi. Perché? Da noi mancano le carceri? SI. Le nostre leggi sono più restrittive? NO. In quei paesi si usufruisce di più misure alternative? SI. In quei paesi c’è più attenzione alle vittime dei reati e alla prevenzione del crimine? SI. Da noi manca il personale preposto alla rieducazione? SI. I gradi di giudizio negli altri paesi sono 3? NO. Nella risposta a queste domande c’è una via per migliorare la situazione, ma davvero la vogliamo migliorare? E’ davvero possibile un cambiamento positivo in un paese che si trova al 72° posto per quanto riguarda la percezione della trasparenza, la moralità e l’etica della classe politica, e dove la corruzione è capillare?

Proseguiamo. Osservando il Tasso di Detenzione si noti l’impennata verso l’alto a un anno dai provvedimento di clemenza (in rosso). Nel 2003, con la L. n. 207, è stato approvato un provvedimento di clemenza (indultino) per effetto del quale il condannato che aveva già scontato almeno metà della pena detentiva, e che era stato condannato fino al 22 agosto del 2003, poteva usufruire della sospensione condizionata dell’esecuzione della parte residua di due anni. Di questo provvedimento ne hanno dunque beneficiato in molti per diversi anni. Nel 2003 sono uscite circa 9000 persone, nell’anno successivo circa 6000 e così via. Nonostante ciò, solo tre anni dopo si è messo in essere un altro provvedimento allargato. Anche allora, come nel 2006, e come oggi, si sosteneva che bisognava ovviare al problema svuotando le carceri velocemente, per poter meglio lavorare alla riforma, un film già visto e rivisto senza lieto fine. La popolazione carceraria prima dell’indultino (1 agosto 2003) era di 55.219 detenuti, a marzo del 2004 si contavano già 57.000 presenze, l’unica nota positiva è che allora venne almeno escluso l’omicidio, nel 2006 no. Non abbiamo trovato ricerche effettuate sulla recidiva di chi ha usufruito della legge 207/2003, in compenso però (come si approfondisce più avanti in questo documento) il dato sulla recidiva di chi non ha mai usufruito di provvedimenti di clemenza, utilizzato attualmente per sostenere che gli indultati del 2006 sono meno recidivi – e che dunque l’indulto avrebbe un effetto “rieducativo” e positivo – non ne tiene conto. Possiamo dedurre che il primo recidivo è lo Stato, che persiste in azioni deleterie per tutti: carcerati, vittime e cittadini.

Per quanto riguarda l’indiscriminato indulto del 2006, l’aumento delle presenze in carcere è rilevante e costante per i quattro anni successivi, tanto che il Tasso di Detenzione si alza ogni anno a livelli da capogiro: +16 nel 2007, + 25 nel 2008, + 18 nel 2009, per cominciare a rientrare nella norma solo nel 2010, con un + 5 quasi “fisiologico”. Solo a partire dal 2011 si nota un sensibile calo (-6), dovuto probabilmente a politiche che tendono a utilizzare maggiormente le misure alternative grazie ai D.L. 2010 Alfano, 2012 Severino, 2013 Cancellieri, che mostrano un’azione sul Tasso di Detenzione (dunque sul sovraffollamento).

Mi chiedo cosa produrrebbe nel breve, medio e lungo periodo un nuovo provvedimento di clemenza, se facciamo tesoro dei dati illustrati.

Barbara Benedettelli @bbenedettelli

I MAGGIORI REATI PER I QUALI I DETENUTI SONO IN CELLA (Dati Min.Gius. al 17 ottobre 2013)

Produzione e spaccio di stupefacenti 23.094 (detenuti di cui 8.657 in custodia cautelare, 59 internati )
Rapina 9.473 (di cui 3.564 giudicabili, 5.801 definitivi, 108 internati)
Omicidio volontario 9.077 (di cui 2.792 giudicabili, 236 internati)
Estorsione 4.328 (di cui 1.982 giudicabili, 76 internati)
Furto  3.853 (di cui 1.824 giudicabili, 77 internati)
Violenza sessuale 2.755 ( di cui 709 giudicabili , 45 internati)
Ricettazione 2.732 (di cui 809 i giudicabili, 26 internati).
Associazione di stampo mafioso 1.424 detenuti. Il numero è basso perché gli indicatori relativi a chi ha commesso più reati (media 3 reati per detenuto), tengono in considerazione per un detenuto il reato più grave che ha commesso, e l’associazione di stampo mafioso spesso è legata a reati di maggiore gravità come omicidio ed estorsione. In questo numero sono dunque compresi coloro che non hanno commesso anche reati più gravi.
Sequestro di persona, associazione per delinquere, violenza privata, maltrattamenti in famiglia, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, atti sessuali con minori, (500)
Immigrazione clandestina 1.238
Il 13,2% del totale dei detenuti fa parte della criminalità organizzata, sono terroristi e più in generale individui pericolosi.

 

Barbara Benedettelli

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