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Protesta dei forconi e fame

Protesta dei forconi, chi scende in piazza ha fame.

La gente è stanca della mancanza di pulizia e trasparenza della classe politica, dei giochi di palazzo, dei favoritismi alle banche e alle lobby, della tutela incondizionata verso chi sbaglia anche a discapito dei cittadini onesti. E’ stanca di essere trattata come “cosa”, di essere “usata”. Di essere presa in giro

La Nazione è allo stremo delle sue forze. La gente non può più aspettare un domani sempre più incerto. La protesta dei forconi non va punita se non laddove ci sono frange violente e spesso infiltrate, né va stigmatizzata nei modi.

Va compresa nelle ragioni profonde di una popolazione schiacciata dal potere economico e dall’epurazione di quella personalità individuale che lo Stato dovrebbe aiutare ognuno a sviluppare, come vuole la nostra Costituzione all’articolo 3.

Chi scende in piazza oggi lo fa perché ha fame. Fame vera, perché lo stipendio o la pensione non bastano per mangiare. Ma anche fame di giustizia, di verità, di pulizia, di legalità a ogni livello sociale, di quel rispetto per il popolo che viene chiamato populismo da chi non sa che adorare se stesso.

Sia invece obbligata la politica a scendere tra la gente. Ma non con la violenza, bensì con la costanza, il dialogo, la forza dell’unione, della moltitudine e della ritrovata umanità che hanno spinto le persone a questa protesta storica. E’ lì, tra i cittadini, sulla strada della vita, che la politica dovrebbe mettersi metaforicamente in ginocchio, davanti a quel popolo che deve servire…

@bbenedettelli

Segue su Panorma.it

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