Home / Le Interviste / Pino Campagna
Pino Campagna

Pino Campagna

Stop del 7 – 1- 2010
Pino Campagna è un “papy” tutto d’un pezzo. Uno che quando gli chiedi di improvvisare uno skatch incrocia le braccia, porta il pugno sotto il mento, alza lo sguardo al cielo e dopo pochi minuti spara una battuta che ti fa ridere anche se sei depresso. E chi lo osserva non può fare a meno di chiedergli: “Pino, ma come fai?”. Non lo so. Credo che sia una dote naturale, la comicità o ce l’hai o non ce l’hai, non si compra al supermercato. A me viene spontaneo anche nella quotidianità vedere il lato comico delle cose. Riesco a trovare umorismo anche nei momenti più brutti.
E infatti Paolo Uzzi, autore di Zelig, scrive sul tuo sito: “Pino riesce a passare indenne in mezzo ad un tornado come se fosse una brezza primaverile..”. Si riferisce proprio alla tua capacità di vedere il bicchiere sempre mezzo pi
Si riferisce alla mia gavetta. Una gavetta con la G maiuscola. Ho girato nei cabaret di tutta Italia e posso dire che il successo l’ho strappato con i denti. Non è stato un regalo, me lo sono preso lavorando sodo, soffrendo con la tenacia, l’impegno e la fame sportiva di un calciatore che vuole affermarsi in campo.
Nel 2010 parteciperai per la settima volta a Zelig, il programma che ti ha reso famoso con il personaggio del “Papy”. Ma quanto c’è di Pino nel Papy?
Molto. Il rapporto con i miei figli ha un ruolo determinante nello sviluppare i monologhi.
A proposito di figli, ho conosciuto Marco e devo dire che insieme siete irresistibili. Avete mai pensato a un duo?
Me l’aspettavo questa domanda! Abbiamo scritto insieme un paio di format, ma uno spalla dell’altro non lo abbiamo mai pensato. Lui vuole fare l’autore. Ha 28 anni, una grandissima voglia di affermarsi dietro le quinte e il mio stesso neurone, dice un sacco di “tavanate”- sai la comicità è un gene di famiglia. Spero che qualcuno in giro se ne accorga e lo metta alla prova. Quando vede gli autori che bivaccano si arrabbia, viene da me e dice: “Papy, io potrei spaccare il mondo!”.
Avete un sogno comune da tirare fuori dal cassetto?
Un film che abbiamo scritto io, lui e Paolo Uzzi, ma per tirarlo fuori devo prima trovare qualcuno che ci creda.
Stai lavorando a un progetto teatrale, di cosa si tratta?
Insieme a Marco Del Conte ho scritto l’adattamento teatrale dei libri dello psichiatra Paolo Crepet. Niente a che vedere con il Papy, che dice cose carinema non ha la presunzione di educare. Qui mi evolvo a un gradino superiore perchè uso la comicità per sensibilizzare le persone su temi importanti: il senso di colpa, la sciatteria affettiva, le problematiche che si presentano nel rapporto genitori-figli, il bullismo. Ne facciamo una disquisizione che fa ridere a crepapelle e allo stesso tempo educa.
Il titolo?
I figli non crescono più. È rivolto soprattutto agli adolescenti e agli universitari, ma anche alle loro famiglie. Oggi quando un ragazzo arriva a casa come un treno e dice: “Il prof. mi ha dato 3”, i genitori vanno direttamente dal professore. A me quando la prof. mi dava un tre mio padre me ne tirava altri tre, ed erano sei, quindi la sufficenza era assicurata!
Qual’è il piu’ bel regalo di Natale che potresti ricevere?
Una “banalità” che chiedono tutti: serenità, tranquillità, pace interiore. Siamo troppo stressati dall’arrivismo costante che ormai è dentro di noi.
Cosa non sopporti della gente?
Sul lavoro non sopporto l’arroganza e l’ipocrisia di certi miei colleghi!.
Nel privato non sopporto la mancanza di educazione che prende il sopravvento ovunque. Ci sono un sacco di persone che la mattina prima di uscire di casa immergono il pennello in un liquido “cafonato” e poi escono così, cafoni!
Ma quando ti riconoscono non cambiano atteggiamento?
Quando la gente mi riconosce ride e io sono felice. Sono felice perchè in un periodo storico come questo in cui le persone sono sempre arrabbiate un sorriso è come uno psicofarmaco: ti rilassa e apre la porta di un altro mondo.
Ma lo sai che questo mondo dovrebbe finire nel 2012? 
Ma non doveva finire già nel 2000?
Sì. Ma il calendario Maya finisce il 21 dicembre del 2012.
Ma Maya non era un olio?
Sì, però è anche un popolo antico molto affascinante. Perchè non fai il “Papy Maya” che predice il futuro?
Bella idea! Esorcizzante.
Tu hai anche un lato filosofico. Hai una massima per noi? 
Vorrei rinascere all’incontrario per vedere diritto questo mondo tutto storto!
Barbara Benedettelli

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

50 Sfumature di Violenza – Booktrailer

50 Sfumature di Violenza di Barbara Benedettelli
x

Check Also

Spencer Bud

Bud Spencer

Bud Spencer. Intervista di Barbara Benedettelli (pubblicata su Il Giornale qualche primavera fa) al “gigante” ...