Home / Notizie utili / Pedopornografia e pedofilia in Italia
Pedopornografia e pedofilia

Pedopornografia e pedofilia in Italia

Pedo- pornografia e pedofilia. Il monitoraggio della rete web per i reati a sfondo sessuale e pedo-pornografico

Uno degli strumenti innovativi introdotti dalla legge n. 269/98 riguarda l’attività di investigazione rivolta alla prevenzione e al contrasto dell’utilizzo della rete web come strumento di sfruttamento a sfondo sessuale e pedo-pornografico del minore. L’organo preposto per il monitoraggio costante della rete sulle attività pedo-pornografiche è la Polizia Postale e delle Comunicazioni.

Dal 1998 al primo semestre 2005 (ultimi dati statistici elaborati) l’attività investigativa ha coinvolto circa 178mila siti web, comportando: la decisione di realizzare 2.882 perquisizioni e di denunciare (in stato di libertà) 3.011 persone di cui 141 (il 5% delle persone denunciate) sottoposte a provvedimenti restrittivi.

L’attività investigativa ha avuto nel corso del periodo 1998-2005 un costante e significativo aumento.

Dal 1998 al 2000 i siti web monitorati sono stati complessivamente 25.847 che hanno comportato 283 perquisizioni e 399 persone denunciate in stato di libertà (di cui 43 sottoposte a provvedimenti restrittivi).

Nel corso del 2004 i valori che emergono dall’attività investigativa si ricollocano ai livelli registrati nel corso del 2001 e del 2002 con 25.446 siti web monitorati. Il numero di perquisizioni corrispondenti è pari a 525 mentre il numero di persone denunciate in stato di libertà sono state 769 di cui 21 sottoposte a provvedimenti restrittivi.

I dati del primo semestre 2005 rispecchiano l’andamento del 2003 con una forte crescita delle attività di monitoraggio. In soli sei mesi si contano infatti 27.161 siti web monitorati, 505 perquisizioni, 369 persone denunciate di cui 14 sottoposte a provvedimenti restrittivi.

Lo studio del fenomeno dello sfruttamento ed abuso sessuale dei minori rappresenta una realtà con contorni non perfettamente definiti: gran parte di episodi di abuso sui minori non viene infatti denunciata per molteplici ragioni e per ciò sfugge a qualsiasi rilevazione statistica. 

È evidente quindi che le caratteristiche che emergono dall’analisi dei dati riferiti alle segnalazioni all’Autorità giudiziaria, non possono essere rappresentative dell’intero universo e che la componente non conosciuta del fenomeno dell’abuso sessuale e dello sfruttamento sessuale di minori abbia caratteristiche diverse da quella apparente.

Inoltre, le informazioni a nostra disposizione fino ad ora rispondono alle specifiche finalità istituzionali delle Amministrazioni che le raccolgono e ciò comporta una percezione della realtà falsata dalla frammentarietà e disomogeneità del patrimonio informativo esistente.Violenza minori

Per queste ragioni è stato istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e pornografia minorile, con il compito di raccordare le diverse fonti ed informazioni attinenti allo sfruttamento ed abuso sessuale dei minori, nonché di perfezionare e di condividere i sistemi di rilevazione già in essere, al fine di promuovere l’interazione tra le Amministrazioni coinvolte. 

L’obiettivo di questo organismo è pervenire, attraverso il monitoraggio delle attività svolte da tutte le Pubbliche Amministrazioni, ad una lettura completa ed approfondita del fenomeno. 

Si sottolinea, comunque, che la pedofilia è un fenomeno trasnazionale e che quindi dovrà essere studiata e contrastata anche attraverso politiche non rivolte esclusivamente al territorio dello Stato.

A tal proposito, l’Italia, a partire dal 1998 è attiva anche nella promozione di politiche e programmi di cooperazione internazionale a favore dei minori, finalizzata alla lotta contro lo sfruttamento sessuale e commerciale nonché al contrasto alla tratta dei minori. 

In particolare sono stati promossi  programmi che operano attraverso il rafforzamento delle istituzioni locali, in collaborazione con i Governi beneficiari anche attraverso la formazione del personale che opera nel territorio.

Attualmente disponiamo di dati relativi agli anni che vanno dal 2002 ai primi sei mesi del 2005, che sono stato pubblicati nella Relazione al Parlamento sull’attività di coordinamento di cui all’art.17, è opportuno sottolineare che i dati presentati sono il frutto della collaborazione tra gli Uffici minori delle Questure, le forze di Polizia e il Ministero dell’Interno.

Reati sulla base della Legge 66/96: “Norme sulla violenza sessuale”

Il numero totale delle vittime minorenni segnalate all’Autorità giudiziaria per le fattispecie di reato attinenti alla legge n. 66/96 (Violenza sessuale; Atti sessuali con minorenne; Corruzione di minorenne; Violenza sessuale di gruppo), è in deciso aumento: si passa dai 598 casi del 2002 ai 782 casi del 2004 per un aumento percentuale nel periodo considerato pari al 30%.

La maggior parte delle vittime si colloca nella classe di età tra gli 11 e i 14 anni.

Violenza sessuale (art. 609 bis e ter c.p.)

Il numero più alto di vittime minorenni segnalate all’Autorità giudiziaria per le diverse fattispecie di reato attinenti alla legge n. 66/96, riguarda la “violenza sessuale” rubricata sotto l’art. 609 bis e ter c.p. con: 475 vittime di violenza sessuale nel 2002, 663 vittime nel 2003 e 671 vittime nel 2004. L’andamento mostra un notevole incremento tra il 2002 e il 2003 (+ 40,0%) ed un sostanziale assestamento tra il 2003 e il 2004.

La crescita riguarda soprattutto la fascia di età più bassa (0-10 anni) che passa dalle 167 vittime del 2002 alle 253 del 2003 (pari ad un incremento percentuale di circa il 52%) per poi scendere leggermente nel 2004 fino a 236 vittime. 

All’aumento del numero di vittime minorenni segnalate per i reati relativi alla legge n. 66/96 corrisponde, per gli stessi reati, un significativo aumento delle segnalazioni di reato e delle persone denunciate all’Autorità giudiziaria.

Per ciò che riguarda le segnalazioni di reato (numero di segnalazioni pervenute agli uffici giudiziari periferici),l’aumento percentuale relativo al periodo 2002-2004 è stato pari al 28%.

In termini di valori assoluti, nel 2002 le segnalazioni di reato sono state 493, per aumentare poi l’anno successivo fino a 565 ed arrivare a 632 nel 2004. 

Leggermente più basso è l’incremento percentuale delle persone denunciate all’Autorità giudiziaria che passano nel periodo considerato dalle 587 del 2002 alle 733 del 2004 (sono state 666 nel 2003) per un incremento percentuale di circa il 25%.

Una quota significativa delle segnalazioni di reato viene immediatamente risolta considerato che delle 527 segnalazioni del 2004 ne rimangono da risolvere solamente 20, pari al 3,8% di tutte le segnalazioni. È naturale cheil numero di segnalazioni risolte dipenda dal periodo di tempo trascorso dalla segnalazione; infatti, delle 407 segnalazioni di reato del 2002 ne rimangono da risolvere solamente 7, pari all’1,7% del totale.

La variabile “tempo” sembra influire anche sulla condizione di arresto delle persone denunciate all’Autorità giudiziaria: delle 462 persone denunciate nel corso del 2002, 235 pari al 50,9% risultano in stato di arresto; questa percentuale diminuisce per le persone denunciate nel 2003 e nel 2004 e risulta essere rispettivamente il 43,3% e il 42,7%.

I dati relativi al primo semestre 2005.

Anche se soggetti a future variazioni, non mostrano particolari scostamenti con i dati relativi al primo semestre 2004. Proiettando il dato nell’arco dei dodici mesi, sembrerebbe consolidarsi l’aumento importante che caratterizza il numero di minori vittime, le persone segnalate e le persone denunciate all’Autorità giudiziaria per abusi sessuali già registrato nel corso del 2004.pedofilia

Alcune delle caratteristiche che emergono da questa provvisoria analisi:

diminuisce in maniera significativa la percentuale di 11-14enni rispetto al totale delle vittime che passa dal 42% del primo semestre 2004 al 34% del primo semestre 2005; aumenta l’incidenza percentuale delle altre due classi di età ed in particolar modo quella dei 15-17enni;

* esiste una prospettiva di aumento della componente femminile rispetto al totale delle vittime, sia per le vittime di cittadinanza italiana che per quelle di cittadinanza straniera

Reati sulla base della Legge 269/98: “Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù” 

Denunce: delitti denunciati e persone denunciate

Sono dati Istat che con le Statistiche giudiziarie penali fornisce i dati sulle fattispecie di reato attinenti alla legge n. 269/98. Trattandosi in questo caso di una rilevazione corrente che comprende anche altri dati e non di un sistema informativo ad hoc come quello del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, le informazioni disponibili non risultano essere aggiornate e dettagliate come le precedenti. Al momento l’ultimo anno disponibile è il 2003 con la possibilità di avere una significativa serie storica nel periodo 1998-2003 riguardante le denunce, i delitti denunciati e le persone denunciate per i quali l’Autorità giudiziaria ha iniziato l’azione penale.

Pornografia minorile (art. 600 ter c.p.)

delitti denunciati per la fattispecie di reato “Pornografia minorile” per i quali l’Autorità giudiziaria ha iniziato l’azione penale nell’ultimo biennio risultano in diminuzione dopo l’esposizione avvenuta a partire dall’anno 2000. Nel periodo 1998-2003, lo studio del fenomeno deve essere necessariamente diviso in due periodi: il 1998-2001dove si passa dai 21 delitti denunciati ai 1.767 delitti e il periodo 2001-2003 dove si registra una diminuzione percentuale di quasi il 60% dei casi.

Da questo anno in avanti il fenomeno ha un forte ridimensionamento: nel 2002 i delitti denunciati scendono a 1.370 casi per una diminuzione percentuale, rispetto all’anno precedente, di circa il 22%; nel corso del 2003 il dato scende ancora fino a 758 delitti per una diminuzione rispetto al 2001 di circa il 57% e di circa il 44% rispetto all’anno precedente.

Probabilmente, una quota considerevole della diminuzione delle segnalazioni per i reati relativi alla “Pornografia minorile” è da leggere anche in relazione al contemporaneo aumento delle segnalazioni per i reati di “Detenzione materiale pornografico attraverso sfruttamento di minori” ed alla possibilità che sia subentrata una diversa classificazione dei reati.

Due indicatori caratterizzano la fattispecie di reato “Pornografia minorile”:

a) il rapporto tra le denunce-delitti denunciati e le persone denunciate. Questo rapporto ha un significato particolare se analizzato nel tempo. Escluso il 2003, e a differenza di quanto accade per le altre tipologie di reato connesse, il rapporto denunce-delitti rispetto alle persone denunciate risulta essere molto alto: nel 2002, alle 1.360 denunce all’Autorità giudiziaria e ai 1.370 delitti denunciati corrispondono solamente 230 persone denunciate per un rapporto medio pari a una persona denunciata ogni 6 denunce. Questo rapporto era stato ancora più alto nel 2000 e nel 2001, rispettivamente pari a 9 e a circa 13 denunce per ogni persona denunciata. Nel corso del 2003, contemporaneamente alla forte diminuzione del numero dei delitti e delle denunce, si registra un aumento significativo delle persone denunciate che passano dalle 230 del 2002 alle 278 del 2003. Questo dato oltre a fornire di per se un’interessante chiave di lettura, fa si che il rapporto delitti-denunce rispetto alle persone denunciate scenda a poco meno di 3, dimezzandosi rispetto all’anno precedente. Quindi, anche se il numero di denunce e di delitti per i quali è iniziata l’azione penale è in forte calo, a questi corrisponde una denuncia più precisa dove in almeno un caso su tre è identificata la persona da denunciare.

b) la forte incidenza sul totale dei delitti denunciati delle denunce verso autori ignoti: anche se questa caratteristica si attenua nel corso del 2003 (528 delitti denunciati di autore ignoto sui 758 delitti registrati in totale) su un incidenza percentuale pari al 69,7%, in realtà era stata molto più importante negli anni precedenti con percentuali medie attorno al 90%  

Detenzione di materiale pornografico attraverso sfruttamento di minori (art. 600 quarter c.p.)

I delitti denunciati per la fattispecie di reato “Detenzione di materiale pornografico attraverso sfruttamento di minori” sono in costante aumento dal 1998. Il fenomeno ha iniziato ad essere intercettato nel 1999 quando si registrarono 24 casi, saliti a 97 nel 2000, 154 nel 2001, 425 nel 2002 e infine con un leggero calo, 394 casi nel 2003.

Il numero delle persone denunciate per questa tipologia di reato è in forte e significativo aumento, si passa dalle 30 persone denunciate nel 2001, alle 132 persone denunciate nel 2002 e alle 278 persone denunciate nel corso del 2003;

Prostituzione minorile (art. 600 bis c.p.)

Il dato è in aumento rispetto ai primi anni di applicazione della legge (dai 9 denunciati nel 1998 ai 190 del 2003).

La caratteristica più importante rispetto ai precedenti reati è che per lo sfruttamento di minori nella prostituzione ad ogni denuncia corrispondono in realtà più persone denunciate, circa 2 persone denunciate. Un rapporto che risultava essere leggermente più alto nei due anni precedenti.

Tratta dei minori

Ovviamente non è ancora possibile fare alcun confronto con altri anni. Il periodo di rilevamento dei dati va dal 7 settembre del 2003, fino al 31 maggio 2005.

Il numero procedimenti aperti (secondo l’articolo 600 c.p. Riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù) è di 320, per un totale di 947 indagati. Le vittime sono 369 di cui 111 minori.

Per quanto riguarda esattamente la Tratta di persone (art. 601 Cod. pen.) sono 86 i procedimenti penali pendenti, 339 gli indagati  e 126 le vittime di cui 10 minori (sempre nello stesso periodo di tempo considerato per il precedente reato).

Tratto da www.webcattolici.it 

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

50 Sfumature di Violenza – Booktrailer

50 Sfumature di Violenza di Barbara Benedettelli
x

Check Also

Reato omicidio stradale, cosa cambia

REATO DI OMICIDIO STRADALE - L'omicidio stradale colposo diventa reato a sé. Rimane nell'ambito del colposo ma viene distaccato e regolato diversamente da altri omicidi colposi come quelli sul lavoro o in sala operatoria, per esempio.