Il maschicidio esiste? E il femminicidio è davvero presente in modo massiccio nel nostro paese? Barbara Benedettelli indaga a 360° sul fenomeno della violenza domestica.

Fatti di cronaca, ricerche statistiche, testimonianze, lo dicono a chiare lettere nel nuovo saggio di Barbara Benedettelli uscito il 9 novembre 2017: la violenza all’interno della coppia è reciproca. Eppure si parla solo di femminicidio (e non sempre lo è).

C’è spesso intolleranza, odio politico, chiusura, verso chi sposta la lente d’ingrandimento sul lato nascosto dell'”amore” malato e violento: quello delle donne che odiano gli uomini.

Barbara Benedettelli con il pamphlet Il maschicidio silenzioso. Perché l’amore violento è reciproco e le donne non sono solo vittime (Collana Fuori dal Coro, Il Giornale), uscito a marzo 2017 ha introdotto l’argomento, di cui ancora pubblicamente si parlava davvero poco.

Al pamphlet è poi seguita un’inchiesta corposa, diventata nel novembre 2017 un libro:  50 sfumature di violenza, femminicidio e maschicidio in Italia (Cairo Editore).

Nel saggio l’autrice mostra la violenza domestica nella sua atrocità globale, dove spesso persone tra le quali dovrebbe esserci solo amore, affetto, solidarietà si annida il germe della crudeltà. Dove spesso le donne rivestono i ruolo di carnefici: dei figli, dei genitori anziani, dei compagni. 

Un argomento Tabù, specialmente in Italia. Eppure sono decine i casi di cronaca riportati nel nuovo libro dalla giornalista e attivista per i diritti delle Vittime. Casi spesso nascosti nelle poche righe delle ultime pagine dei giornali locali e che meritano invece attenzione.

Fatti di cronaca, dati e testimonianze che dimostrano come l’assunto donna/vittima e uomo/colpevole sia falso e rinforzi i pregiudizi sessisti.

Perché se è vero che le donne sono le prime Vittime di un mondo degli affetti sempre più vuoto e malato, è vero anche che a volte possono essere perfino più crudeli degli uomini. E’ vero anche che il senso di possesso è comune, così come un sottile odio sociale per un intero genere: quello maschile. Possiamo allora parlare di maschicidio?

Nel pamphlet Barbara Benedettelli aveva riletto alcuni dati relativi al Femminicidio, come il rapporto Eures sulle Caratteristiche e profili di rischio del femminicidio del 2015, in cui emerge un quadro inquietante: per il quinquennio 2010-2014 un totale di 923 vittime di omicidio avvenuto nel contesto familiare o di coppia: 578 femmine e 345 maschi.

“Nel nuovo lavoro emergono ulteriori dati che devono essere divulgati se vogliamo davvero prevenire le “stragi degli affetti”, e che riguardano anche responsabilità femminili. Responsabilità che non possiamo sottovalutare o negare. Nel rispetto delle Vittime, soprattutto nelle aule dei tribunali.”

Riconoscere anche l’uomo come vittima di una donna non significa negare la realtà di quelle donne che subiscono violenza, significa invece avere il coraggio di guardare la realtà intera, con tutte le sue sfumature; dare dignità e supporto anche alle altre Vittime; aprire forse la strada che possa aiutare a sconfiggere la vera radice del male.”

Barbara Benedettelli in 50 sfumature di violenza non de-costruire il lavoro fatto fino ad oggi per le donne, però invita a rientrare dentro i margini di un fenomeno (il femminicidio) anche attraverso l’analisi corretta dei dati. Dati che spesso nascono o vengono utilizzati in modo strumentale a obiettivi più politici che umanitari. E invita a inserire il fenomeno nella più ampia dimensione violenza domestica.

Violenza che, come afferma perfino la Convezione di Istanbul (e come ben illustrato e commentato nel libro), colpisce anche gli uomini. Così come i bambini e gli anziani. Vittime di serie B? No!

Bambini, uomini e anziani che sono anche Vittime, come dimostra il libro, di quella violenza sessuale, di quegli stupri e di quelle molestie di cui in questi ultimi mesi si è parlato molto. Ma solo per quanto riguarda le Vittime femminili.

Chi si occupa di loro? Come possono superare i traumi, la sofferenza, se pensiamo che questa violenza non esiste? Invece esiste. Ed è più grave e consistente di quello che si pensa. E’ arrivato il momento di mostrarla.

E perché sottovalutare la malvagità di quelle donne che con cinismo, cattiveria, senso del possesso, distruggono la vita dei loro ex compagni e dei padri dei loro figli?

La visione unilaterale e unidimensionale di un insieme non è mai risolutiva. Può anzi aggravare i fenomeni: tamponi da una parte ma perdi acqua dall’altra. E alla fine affondi. E’ quello che vogliamo?

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26 commenti

  1. Complimenti barbara sei una donna con la D MAIUSCOLA. Poche donne hanno il coraggio di ammettere anche le loro responsabilità. Aquistrerò sicuramente il libro. Un saluto

  2. La ringrazio moltissimo per la risposta. Farò senz’altro la recensione.
    Per quanto riguarda il mondo virtuale, ci vorrebbe davvero un libro a parte, dato che ormai i social compaiono nella cronaca nera e nei processi conseguenti con una cadenza sconcertante ; sovente vengono usati come “provocazioni” ma anche come preziose tracce digitali che servono per capire la personalità di tutti, carnefici e protagonisti, vittime vere e provocatrici verbali di professione …
    un saluto e buon lavoro

  3. Author

    Analisi perfetta del senso del libro. Se lo ha preso su Amazon e le va scriva una recensione che possa essere utile ai potenziali lettori che magari si fermano al titolo per valutare un testo che auspico possa aiutare non solo a vedere il fenomeno nella sua interezza, ma anche a fare introspezione rispetto alle proprie modalità relazionali. Della violenza social nel libro non parlo, credo ce ne vorrebbe uno a parte perché quello virtuale è un mondo a tutti gli effetti, che andrebbe sondato in profondità.

  4. grazie Barbara…sto leggendo il suo libro e fin’ora sono d’accordo al 100% con tutto quello che ha scritto. Mi piace lo stile, totalmente de-ideologizzato, asciutto e aderente alla realtà dei fatti. Mi piacciono l’introspezione psicologica e l’approccio al problema , che è globale e riguarda tutti (contrariamente alla vulgata femminista che addebita a una sola parte la responsabilità del “tutto”). Probabilmente il crollo dei legami tradizionali, il punto di rottura e la torsione sentimentale che determina grande sofferenza e qualche volta, sbocchi violenti, sono dovuto a quello che ha indicato lei, al passaggio generazionale…(giustamente parla di nonne, madri, e poi in prima persona). Ad una crisi nei rapporti che appare quasi insolubile. che è percepibile attraverso il contatto con l’altro genere e con la sotterranea inadeguatezza dei tradizionali schemi. Una crisi che appare accelerata all’incitamento allo scontro e alla violenza come sbocco contro l’altro sesso che risulta evidente nel femminismo 2.0 . Continuo a leggere ma per ora, il giudizio è lusinghiero. Poi non so se è stato trattato nel libro un tema che a me sta caro: oltre alla provocazione verbale, spesso operata da alcune donne dentro i meccanismi di reciprocità/ritorsione, vi è anche la berlina social nel caso della rottura delle relazioni (che possono anche essere semplici fidanzamenti). sovente si usano i meme, gli STATUS e la frasi equivoche, i sottintesi, ma diretti a ben determinate persone, anche per ferire e anche questa la reputo una forma inaccettabile di pressione psicologica vagamente manipolatoria (si pensi ai casi in cui i profili di una ex coppia vengono letti dai figli iscritti al social …).
    un caro saluto e buon lavoro

  5. il libro della dottoressa è finalmente arrivato. Lo leggo con inquietudine, tristezza e profonda attenzione. E’ un fenomeno del quale si parla davvero poco, in Italia, a causa di una retorica unidirezionale e abbastanza conformista. La violenza perpetrata da donne sotto varie forme, psicologica e reale, è un innegabile dato di fatto, una verità tristissima e misconosciuta. Nascosta come la testa degli struzzi o la polvere nerissima sotto il tappeto buono di casa ….
    Complimenti per questo straordinario coraggio nel trattare un tema difficilissimo.

  6. una donna coraggiosa. Onore a te.
    Compro il libro, e dopo averlo letto, ti racconterò la mai esperienza.
    Ho capito cosa sono il ricatto e la violenza psicologia. Anche se raccontare e spiegare
    in modo da far capire l’interlocutore è estremamente difficile. Troppo sottile la tattica
    subdola di certe donne, frutto di menti accurate ….e distorte da sofferenze psichiatriche.

    Intanto, grazie.
    buon anno

  7. Finalmente. Conoscevo già questa realtà in seguito a ricerche scaturite da vicende personali, conoscienza basata però su dati completi ma difficili da trovare. Ho constatato che guai a parlarne, soprattutto con certe donne, non tutte. Ma finalmente qualcuno ha l’ onestà, la forza e il coraggio di rendere tutto ciò visibile a tutti. Non è facile come uomo subire un certo continuo livore antimaschile, senza con questo giustificare i disgraziati che picchiano o fanno del male alle donne.(ma come fa un uomo normale anche solo a pensare di picchiare una donna?)
    Grandissima Signora Barbara Benedettelli.

  8. Buongiorno Barbara,
    la violenza di coppia e tema importantissimo sul quale occorre assumere posizioni più equilibrate.
    lei ha il merito di averne coraggiosamente aperto la discussione.
    grazie
    luigi pinelli

  9. Author

    Lei ha toccato un tasto dolente. Uomini depressi. Ecco di questo nessuno tiene conto. In chi commette determinati reati c’è spesso una depressione latente, non riconosciuta e non curata, che si cronicizza fino a esplodere. E’ d’accordo?

  10. Buonasera,
    Grazie per aver finalmente portato alla luce quanto nel mio ambito di lavoro con famiglie in difficoltà sto giorno dopo giorno notando.
    Desidero aggiungere un dato interessante. Se ai maschicidi si aggiungono i suicidi di uomini depressi e non in grado di comunicare ad altri la loro storia e il”disonore di maschi”incapaci di reagire possiamo pareggiare i conti anche se nelle statistiche non vengono contati.

  11. Interessante io ho scritto diversi libri tra cui.femminicidio mobbing e stalking potremmo incontrarci per sviluppare un argomento in collaborazione
    Cordiali saluti
    Dott Marco.Giordano

  12. buon giorno. A che indirizzo si può trovare lo store de Il Giornale? Il suo libro è già a disposizione?
    Grazie

  13. Buongiorno Giacomo,

    potrei avere il suo contatto email? Mi piacerebbe poter comunicare con lei. Grazie mille, Selenia.

  14. Author

    Buonasera Natale,
    purtroppo non tutte le edicole lo hanno e in molte è stato venduto subito. Ma può ordinarlo al suo edicolante oppure attendere che sia messo online nello store de Il Giornale.
    Buona serata
    Barbara

  15. Dopo tanto suspence stamani non c’era il maschicidio in edicola

  16. Buongiorno Barbara, ho trovato illuminante la descrizione del Libro, sono anni che combatto contro questa antiviolenza a senso unico, che generalizza e colpevolizza tutto il genere maschile, come se ogni uomo sia da educare e riprogrammare, mentre la donna sia sempre vittima a prescindere, rigirando ogni situazione a suo favore. Mi ha consigliato il suo nome l’amico Angelo Bertoglio dopo un mio post su FB, essendo io, vittima di una donna da cui sono riuscito a scappare a fatica, a causa di innumerevoli violenze psicologiche e fisiche subite, di cui ancora porto le conseguenze, come depressione, crisi di panico e rifiuto di vivere!
    Posso chiederle un contatto mail dove inviarle mie idee concrete sul tema Violenze?
    Perché per rimanere vivo, mi sto impegnando su questo tema cercando di trovare soluzioni per prevenire e limitare il più possibile questi crimini, al grido,
    “Tutti insieme contro tutte le Violenze”
    Grazie della pazienza, un saluto.
    Giacomo Simoncelli

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