E’ vero, sembra tutto assurdo, surreale. Sono molti coloro che dicono:

“E’ solo un’influenza un po’ più aggressiva delle altre”.

Lo diceva anche Ivo Ciliesi. Tra i massimi esperti al mondo di Alzheimer. Inventore della “Doll Therapy” che aiuta a contenere i disturbi comportamentali dei malati affetti da quella patologia.

Il Covid-19 se l’è portato via in tre giorni.

Non rientrava nella casistica dei decessi avvenuti fino ad ora: aveva 61 anni, niente malattie pregresse. Non era un soggetto vulnerabile. Eppure è morto di questo virus infame. Cosi come non rientra nella casistica una marea di gente, anche giovane, che si trova ricoverata in gravi condizioni.

Il fatto è che noi non conosciamo l’effetto di questo maledetto virus all’interno di ogni singolo corpo umano.

Non sappiamo che cosa lo rende letale nel corpo di alcuni e irrilevante in quello di altri.

Sappiamo, però, che è fratello dalla Sars e anche se sembra 5 volte meno feroce uccide di più: la Sars ha determinando 8096 casi e 774 decessi in 17 paesi; il coronavirus di Wuhan a oggi ha infettato 88343 persone e ne ha uccise circa 3000 al mondo.

Quindi attenzione. Tutti! Giovani o anziani poco importa. La vita è vita sempre. E va difesa.

Un giovane è il figlio di qualcuno. L’anziano è il padre, il fratello, il nonno di qualcun altro. Entrambi sono persone, vite umane. Come la mia e la tua.

Quindi, nonostante i disagi notevoli e i rischi economici – questi sì, colpiranno tutti – non dimentichiamo, quando ci lamentiamo per misure restrittive che tra l’altro reputo sconclusionate e insufficienti, che servono a salvarci. Rispettiamole.

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