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Giustizia sfumata

Giustizia sfumata nel presunto buonismo di chi è per l’immigrazione incontrollata.

Dov’è finita la mia bella Rimini? Dov’è la Romagna felix che trent’anni fa potevo girare in lungo e in largo da sola, giorno e notte, senza paura?

La scorsa estate sulle stesse spiagge nelle quali da adolescente correvo felice anche la sera, c’è stato uno stupro da arancia meccanica. Pochi giorni fa, all’alba, una giovane turista ha subito violenza in uno dei viali di maggiore passaggio che legano la Rimini felliniana a quella che un tempo era chiamata la Perla Verde: Riccione.

Quante volte, a vent’anni, l’ho percorsa in bicicletta mentre sorgeva il sole, per andare a mangiare bomboloni sulla battigia. Luoghi dell’anima, oggi Off Limits.

Oggi i bagnini sono costretti a pagare guardie armate. Ieri si tirava tardi per fare il bagno nel mare nero stupendosi ogni volta del bianco dei corpi baciati dalla luna. Ho festeggiato cosi il mio diciottesimo compleanno.

Ricordo la corsa gioiosa fino a riva per tuffarsi per primi in quel mare che mi aveva accolta già a pochi giorni dalla nascita. Adesso si rischia la vita.

Oggi le spiagge, come le strade, in certi orari sono diventate terra di nessuno, dove nessuno sta a indicare quegli uomini senza nome, senza patria, senza freni che arrivano proprio dal mare. Alcuni di loro sono brave persone in cerca di una vita migliore. Che però, a parte per quanto riguarda i profughi, fatico a capire perché scelgano la pericolosa via illegale per il loro viaggio.

Poi ci sono i delinquenti. Quelli che non scappano dalle guerre, ma dalle prigioni, dalla polizia del loro paese oppure da altri delinquenti ai quali hanno fatto torti. Qui ci vengono certi dell’impunità. Liberi di rubare corpi o intere esistenze.

Il bengalese che ha violentato la turista danese lo scorso 26 agosto, era già stato denunciato tre volte per lo stesso reato. Perché era libero?

Per quanto riguarda i reati più schifosi contro la persona la percentuale di stranieri è allarmante se paragonata al numero di coloro che sono entrati legalmente o meno nel nostro paese.

Prendiamo le denunce e i dati del Viminale (non consolidati) tra l’1 agosto 2016 e il 31 luglio 2017: 3.942 violenze sessuali di cui il 37,5% commesse da stranieri. Significa che 1480 persone non sarebbero state vittime se non fossimo masochisti. Come le giustifica chi è per l’immigrazione incontrollata? E’ fisiologico? E un male necessario?

A Milano un pusher ghanese recidivo è stato beneficiato dal tribunale del riesame. Niente carcere perché “… non ha alcun provento derivante da attività lavorativa e lo spaccio appare l’unico modo per mantenersi”. Tradotto significa se sei disoccupato puoi spacciare? Però però devi essere anche clandestino. Uno status, ormai, che permette di essere sopra la legge?

In questi giorni al mare in Versilia mi sono spesso sentita a disagio in costume di fronte ai cosiddetti vucumprà, che per riposarsi sceglievano tranquillamente una tenda libera dove si accomodavano senza dover pagare, come invece fanno i comuni mortali con regolare iscrizione all’anagrafe, anche tributaria.

Ti guardano, ti scrutano. Per alcuni di loro una donna in bichini è un invito. Così mi sono vestita, perdendo un pezzetto della mia libertà.

Quando due poliziotti hanno provato a mandarli via sono stati subito accerchiati. Un nordafricano ha sputato a uno dei due dicendo, ai poliziotti, che loro lì non ci possono stare.

Chi ha assistito alla scena, me compresa, ha avuto paura. Ma dopo pochi minuti i venditori abusivi hanno ricominciato il loto tour per vendere merce contraffatta. Un reato penale svolto alla luce del sole, in barba alla legge anche grazie a quei clienti fissi che se ne fottono delle regole in nome di un presunto buon cuore.

Tutto questo è giusto? Perché alla fine non si tratta di razzismo ecc. ecc. Ma di giustizia. Di sicurezza. Di libertà. Io le vedo sfumare sempre di più.

Barbara Benedettelli

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