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Ezio Greggio e Enzo Iachetti

Stop del 3 dicembre 2009
di Barbara Benedettelli

Ezio Greggio e Enzo Iacchetti da ben sedici anni sono una coppia inossidabile nel lavoro e nella vita. Intervistati separatamente hanno dimostrato, con le risposte alle stesse domande, di essere due facce della stessa medaglia. Siete una delle coppie piu’ amate di Striscia la Notizia. Qual è l’alchimia?

Vorrei correggerti, noi siamo “la” coppia più amata. Lo siamo in assoluto al di là della provocazione e delle battute, i dati d’ascolto sono dalla nostra. L’alchimia credo dipenda dal fatto che lavoriamo bene insieme perchè c’è una grande amicizia di fondo.
Iacchetti. Scrivi pure “la” coppia più amata! L’alchimia forse dipende dal fatto che quando ci siamo incontrati per la prima volta nel ’94 siamo stati i primi a capire che avevamo delle misteriose qualità di contaminazione l’uno per l’altro. Ci siamo detti “ caspita, questa coppia può durare a lungo, cerchiamo di non litigare mai”. E cosi è stato.
Niente crisi?
No, assolutamente e non abbiamo intenzione di averne in futuro.
No, e non credo possano esserci in futuro. Ci conosciamo bene, ognuno sa cosa fa piacere oppure no all’altro. Per esempio sul lavoro quando c’è qualcosa che non mi piace vado da lui e glielo dico, e quasi sempre non piace neanche a lui. Allora troviamo una soluzione e cambiamo.Il 2 dicembre su Canale 5 è andato in onda il film tv “Occhio a quei due”. Commedia, azione, ma anche un giallo che tiene incollati alla poltrona. Una sorta di Starsky e Hutch all’italiana?
Direi proprio di si e spero che diventi una serie di tantssimi film dove si ride, ma dove ci sono anche azione, sentimento, poesia.
A proposito di sentimento, nel film eravate innamorati della stessa donna, se accadesse nella realtà cosa lascereste, l’amore o l’amicizia? 
Abbiamo gusti talmente diversi che il problema non si pone.
 Abbiamo gusti troppo diversi, è impossibile!
A Striscia improvvisate spesso, lo fate anche sul set?
Striscia è una trasmissione scritta e ha dei servizi straordinari, l’improvvisazione è limitata a certi momenti. È facile mettere la ciliegina quando c’è già la torta. Anche sul set abbiamo avuto modo di improvvisare ma sempre nei limiti della bellissima sceneggiatura scritta da Fabio Bonifaci, che ci ha coinvolti anche nelle fasi di stesura.
Purtroppo i montatori sono diventati matti, noi non sentivamo neanche lo stop! A un certo punto il regista Carmine Elia ha smesso di darlo lo stop, sapeva benissimo che saremmo andati avanti. Se la scena finisce con “buongiorno grazie”, noi dicevamo “ no, grazie a lei” e poi “ ma no, ma no, grazie a lei” e così via all’infinito. La prossima volta staremo più attenti!
Ezio, il Nastro d’Argento, il Globo d’Oro, il Premio Flaviano, riconoscimenti ambitissimi ricevuti grazie a un ruolo drammatico, è una sfida vinta?
Si. Penso che in questo mestiere quando c’è l’occasione buona bisogna mostrare qualità che il pubblico non pensa tu possa possedere. Io ho avuto la fortuna di essere stato scelto da Pupi Avati per interpetare un ruolo complicato da un lato e affascinante dall’altro, e mi ci sono buttato a capofitto. Non mi fermerò, mi stanno arrivando proposte e continuerò su questa strada.
Nel cassetto dei sogni c’è ancora qualcosa?
Io ho una cassettiera che tu non hai idea! E’ enorme, ci sono tanti di quei cassetti che sembra un condominio!
Enzo quali sono i ruoli teatrali che ti porti dentro?
Uno è Max Bialystock, un cattivo che mi ha permesso di uscire dai ruoli remissivi che spesso mi danno. Uno che con un gran pelo sullo stomaco faceva l’amore con le vecchiette per soldi. E’ una cosa che io non farei mai e poi mai, preferirei morire di fame – con tutto il rispetto per le vecchiette! Un altro personaggio importante è stato Sam in “Provaci ancora Sam”, un nevrotico pieno di tic. Difficilissimo ma mi ha dato grande soddisfazione.
Quali sono le tue sfide?
Una è quella di cercare di cambiare mentalità alla gente. In Italia ti mettono le etichette, se io facessi un Macbeth impeccabile a teatro, la gente mi riconoscerebbe comunque come “quello di Striscia”. Ecco, io ho voglia di dire “ok, inizio con Striscia, e ne vado fiero, ma so anche recitare, so cantare, so fare altre cose”. Per questo lotterò fino alla fine. Sarò ancora a teatro nel 2011 con Giobbe Covatta, da aprile a maggio del 2010 invece sarò in tournee musicale con “Chiedo scusa a Gaber” dove canterò dal vivo. Insisto!
Un messaggio a chi vi legge.
Vorrei dire a chi fa il mio mestiere – e non solo- che deve fare esclusivamente quello in cui crede, allora tutto va bene.
Sarà retorico ma sono contro le armi e vorrei abolirle tutte, odio la guerra e penso che la vita è troppo breve per rovinarsela pretendendo di essere più forti degli altri. Dobbiamo tornare indietro, fermarci un po’, e in questo senso ilmio messaggio è “non corriamo più di tanto perchè ci stiamo massacrando!”

 

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