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E adesso normalità, vi prego!

Un nuovo premier e un nuovo governo non deciso dai cittadini. Chi lo chiama golpe, chi oligarchia, chi regime, chi attentato alla Costituzione. E’ certamente un’anomalia tutta italiana, del resto alle anomalie siamo abituati e forse è anche grazie a queste se il Paese è arrivato in fondo al tunnel. Un tunnel in fondo al quale chi ci governa ha spesso affermato di vedere l’uscita o la luce. Per ora la sola luce che abbiamo visto tutti è quella di un frecciarossa senza freni, pronto a venirci addosso, e che ha già lasciato alle sue spalle morti e feriti.

Ora, posto il fatto che la democrazia è stata calpestata, che non abbiamo avuto scelta, che tutto questo non dovrà ripetersi mai più, dobbiamo guardare avanti. Dobbiamo pretendere che questo ennesimo governo del presidente (senza repubblica presidenziale) o di partito, delle oligarchie o di un’Europa ben diversa da quella sognata dai padri costituenti, faccia in primis quelle riforme strutturali che ci permettono di avere un Paese, con la P maiuscola, quanto meno normale. Perché per ripartire è questo che ci serve, un Paese normale. Dove ogni singolo individuo è consapevole di essere l’artefice del destino di tutti gli altri. Possiamo solo pretendere che si facciano le riforme strutturali che impediscano quelli che possiamo definire colpi di Stato.

La scusa oggi, da parte di chi ha sovvertito il sistema decidendo le sorti del Paese fuori dalle Istituzioni, nella segreteria di un Partito e con accordi extra partito che non ci è dato conoscere, è che con questa legge elettorale non si poteva andare a elezioni dunque non c’era altra soluzione che questa. Renzi dimostri che il motivo per cui a breve sarà premier senza voto è davvero questo, e faccia subito la riforma elettorale. Modifichi l’architettura dello Stato. Renda questo Paese democratico, governabile e normale!

E qui riporto le parole di Enzo Biagi, che condivido e faccio mie: “La normalità è quella cosa per cui un treno arrivato in orario non è un evento da festeggiare, quel principio in base al quale un lavoro sicuro e giustamente retribuito non è un obiettivo irrealizzabile”. Lo meritiamo un Paese normale, rimbocchiamoci le maniche e cominciamo a crearlo, tutti quanti, ognuno nel suo piccolo e chi è al governo con la piena consapevolezza che ogni passo proprio può condurre milioni di vite in fondo a un tunnel senza uscita oppure su una terra dove è semplice e bello camminare.

@bbenedettelli

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One comment

  1. Tutto giusto quello che scrivi, ma xché si possa avere una parvenza di paese normale, bisognerebbe che nn ci fossero gli italiani, popolo di ladri, prevaricatori, furbi nell’accezione negativa del termine. Gente che se può fregare il prossimo e lo Stato nn ci pensa mezzo secondo. Nn è colpa solo dei politici, quelli sono gli italiani più “visibili” ma nn per questo più colpevoli di quelli anonimi.

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