Home / Italia Vera / Crisi:il suicidio non è la soluzione

Crisi:il suicidio non è la soluzione

Un giovane di 28 anni senza lavoro si ammazza, un imprenditore si butta dal sesto piano perché la banca non rinnova il fido, un negoziante s’impicca nel suo negozio, un altro si brucia vivo. Un bollettino di guerra che aumenta di giorno in giorno e che, con la scusa del rischio emulazione, passa nel silenzio. Eppure la maggior parte dei suicidi avviene proprio quando quel silenzio è così forte da fare male alle orecchie. E’ proprio lì, nel silenzio, che la solitudine aumenta insieme alla depressione. E la depressione può uccidere se non riconosciuta, se non curata, se non se ne individuano le cause, se chi ne soffre viene abbandonato da chi lo circonda e da uno Stato che quella depressione l’ha causata con le sue scelte sbagliate. Ma il suicidio non è mai una soluzione è un atto di egoismo senza replay. Una pugnalata a chi ci ama. Uno schiaffo a chi la vita la perde senza volerlo perché una malattia o un nostro simile gliela porta via. Chi si uccide non è un eroe che muore nell’atto di una protesta estrema, di cui, tra l’altro, ci si dimentica dopo il clamore iniziale.

La vera sfida, i veri eroi, sono quelli che non mollano, perché la vita non vale meno di una cartella di Equitalia, di un fido in banca che non arriva, di un debito anche ingente. E’ più coraggioso chi chiede aiuto, mettendo da parte l’orgoglio, ma dando a se stesso e alla propria famiglia altre possibilità che la morte non dà più. Togliersi la vita è darla vinta a chi ci sfrutta o ci usa o ci umilia o ci rende impossibile realizzare la nostra individualità. A chi calpesta la nostra dignità. Dobbiamo invece reagire vivendo! E obbligando la politica, e chi ci è vicino, d assumersi le proprie responsabilità. Non è di forconi o bombe a mano di cui abbiamo bisogno, ma di coesione socialePer ritrovare la linfa vitale di un paese che era capace di sognare, che nel dna ha sempre avuto la gioia, la capacità di riemergere dalla distruzione, di realizzare i suoi sogni e che oggi pare come pietrificato di fronte a uno Stato che ha perso la sua ragione e la sua identità. E noi con lui. Lamancanza di rispetto delle regole e degli altri impera ovunque, nella capanna come nel condominio, nel paese come nella grande città, nella casa del fornaio come in quella dell’imprenditore, nelle strade come all’interno delle istituzioni. Basta! Dobbiamo gridarlo insieme facendo seguire a quel basta l’azione fino a che non ce n’è più necessità. Fino a che non ci rendiamo conto che il nostro piccolo orticello si posa sul mondo, che confina con quello di un altro e che quell’altro siamo noi.

Barbara Benedettelli

@bbenedettelli

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

50 Sfumature di Violenza di Barbara Benedettelli
x

Check Also

sovraffollamento un altropunto di vista

Sovraffollamento, un altro punto di vista

 Sovraffollamento carcerario ed effetti dell’indulto.  (DATI: Carcere Aperto, Ristretti Orizzonti, DAP, ISTAT, Ministero della Giustizia, ...