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Aereo caduto

Caso Lubitz, firma la petizione

Caso Lubitz. Una petizione per aumentare la sicurezza dei viaggiatori.

Lo scorso 24 marzo un volo Barcellona-Dusseldorfsi è letteralmente disintegrato contro il massiccio dei Trois-Eveches, in Alta Provenza. Nel momento in cui l’Airbus si è schiantato contro la montagna, in cabina c’era soltanto un pilota.

Poco prima l’altro, rimasto fuori, cercava di buttare giù la porta blindata per rientrare al comando.Mi chiamo Lorenzo Mezzadri, insegno Psicologia Aeronautica e Aerospaziale e mi occupo in particolare di Human Factor. Dirigo uno scuola di volo e sono consulente di diverse compagnie aeree. 

Oltre ai controlli in fase di selezione e reclutamento, i piloti dovrebbero essere supportati da psicologi e psichiatri durante tutta la loro vita lavorativa. In genere si valuta il professionista solo dal punto di vista tecnico, e se si sviluppano disturbi mentali, a meno che non siano conclamati ed evidenti, questi rischiano di passare inosservati.

Ogni 6 mesi i piloti vengono sottoposti a check che ne verificano le capacità operative: sarebbe opportuno che altrettanto regolarmente si aggiungessero controlli più approfonditi anche sul loro stato di benessere psichico, sui livelli di stress e di stanchezza psicofisica.

Il trasporto aereo in generale è cambiato radicalmente: l’aeroplano da mezzo di trasporto elitario si è fortunatamente trasformato in mezzo di trasporto accessibile a tutti. Si può volare anche con poche decine di euro e questo ha portato un accorciamento globale delle distanze fisiche; oggi è possibile far visita ai propri figli, genitori, fidanzati o coniugi che abitano a grande distanza anche tutti i week-end.

La categoria dei piloti è passata in pochi anni da un livello di altissimo privilegio lavorativo, che sarebbe forse impossibile giustificare oggi alla luce della diminuzione delle tariffe dei biglietti, a una situazione dove la concorrenza e il contenimento dei costi obbligano le compagnie aeree a sottoporre i piloti a turni molto intensi, a frequenti cambi di base (domicilio lavorativo), che provocano stress e fatica aggiuntivi e si ripercuotono sulla serenità della persona.

Alcune compagnie dispongono di centri d’ascolto: un’assistenza e un sostegno per chi vive particolari situazioni di stress e ha bisogno di un supporto, senza temere di essere poi guardato con sospetto. Tutte le società aeree dovrebbero mettere a disposizione dei propri piloti un servizio del genere.

Andreas Lubitz – il copilota del volo Germanwings che, secondo le ultime ricostruzioni, avrebbe fatto schiantare di proposito al suolo l’aereo – avrebbe dovuto essere sottoposto a controlli regolari: perché del problema “umano” non ci si dovrebbe accorgere soltanto al momento del disastro.

E il suo, d’altronde, non è purtroppo un caso isolato nella storia dell’aviazione commerciale. L’indagine, però, è sempre stata a posteriori, quando l’incidente era già avvenuto. Invece occorre intervenire prima: non si tratta di stigmatizzare, ma di prevenire e allo stesso tempo di fornire un prezioso aiuto “umano”.

Vorrei che tutte le compagnie aeree introducessero controlli regolari sullo stato di stress e di salute mentale dei piloti e che mettessero a disposizione un servizio gratuito d’ascolto.

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