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Buona anno d'amore
Buon anno d'amore

Amore e rivoluzione

Amore è un’arma potentissima, basta Amore per fare una rivoluzione.

Amore, a pensarci bene, è una parola rivoluzionaria. Noi siamo amore. Noi amiamo e cerchiamo, anche senza ammetterlo, amore. E’ lì, quando amiamo, che ci sentiamo vivi, che sentiamo la vita scorrere nelle nostre vene, che siamo in comunione e pace con l’universo intero. Eppure parlare d’amore, chiederlo o donarlo, oggi sembra quanto meno naif.

E invece l’amore va gridato!

Quanto poco pronunciamo la parola amore? E quante volte, quando parliamo d’amore, avvertiamo negli altri un sottile senso di fastidio che ci induce al pudore e poi al silenzio?Eppure le parole sono la nostra più grande forza. Sono un mezzo straordinario per edificare il presente e da esso il passato e il futuro. Portano senso. Azione. E se nel mondo questa parola scompare, cosa sarà di noi?

Nel 2013 le parole più pronunciate sono state: decadenza, redditometro, crisi, forconi, invisibili, populismo, baby squillo, abolizione, corruzione, femminicidio, selfie, whatsapp, violenza. E’ chiaro a tutti: c’è qualcosa che non va.

E allora è il caso di dirla questa parola, al di là di ciò che può pensare chi sta ascoltando, prima o poi capirà che non c’è parola e sentimento e senso più grande di questo. Che solo l’amore ci può salvare. L’Amore “integrale”, però. Quello che nasce dall’interezza del sé e tocca tutto: noi stessi, gli altri, la natura. La vita.

Ma che cos’è l’amore? Dove nasce, dove vive, quante forme ha? Quanto ce n’è dentro di noi e fuori, nel mondo? Possiamo amare tutti e tutto e la meraviglia che è ogni essere umano, che sono il cielo, le stelle, il mare o lo concediamo a gocce perché temiamo di non averne abbastanza da donare?

La cultura che ci deve accompagnare è quella della vita, che si muove nella logica dell’amore, perché, come afferma Michael Sandel, «la giustizia non riguarda solo il modo giusto di distribuire le cose, ma anche il modo giusto di valutarle».

E non è possibile una valutazione corretta dove regna il caos. Così come, anche nell’ordine, non è possibile la giustizia senza quella lente straordinaria che permette di valutare con attenzione tutte le cose: l’Amore.

Un Amore che non può essere costretto in “luoghi” rigidi e determinati dell’esistere. Amore è una potenza, un’energia che toccando tutto rinnova tutto. Rinvigorisce chi lo prova e chi lo riceve. Chi, o cosa. Perché quando si ama innanzitutto la vita, allora tutto ciò che quell’amore tocca, che sfiora, ne viene contaminato.

Ecco che la parola amore può allora essere accostata alle parole economia, capitalismo, lavoro, giustizia, per esempio. Ecco che agire “questo” amore, che nel libro definisco “integrale” , può cambiare in meglio la realtà sociale.

E allora, la luce in fondo al tunnel, di cui spesso si è parlato negli ultimi tempi a sproposito, vorrei che fosse la luce dell’Amore. Perché, ne sono convinta, è l’unica luce che ci può salvare.

I comuni denominatori di questo testo sono due: l’Amore che guida il cammino verso la rinascita e la voglia incontenibile di fare della propria vita un esempio per quella di un altro, in un girotondo senza fine capace di cambiare, in meglio, il mondo; la certezza che l’amore è quel bene comune da cui dipendono tutti gli altri.

Allora partiamo da lì e un mondo migliore è possibile.

L’uomo moderno ha accumulato a dismisura gli indizi, la thecne sembra lì per offrirgli la prova decisiva di una verità che va cercando senza trovarla mai, e non la trova perché non guarda dentro di sé. Nell’immensità della sua anima.

E’ lì che si trova il motore della vita e insieme del mondo. Nella sola forza che può resistere perfino alla morte: la forza dell’Amore. Non è retorica. Anzi, è proprio perché pensiamo lo sia, che sottovalutiamo la potenza di questo sentimento.

Solo l’amore ci può salvare da questa crisi tremenda nella quale siamo caduti. Per impedire al male umano di distruggere “l’umano” per salvare se stesso, dobbiamo muoverci in ogni frangente nella logica dell’Amore. Attenzione però.

L’amore di cui parlo protegge se stesso e ciò che ama. Non porge l’altra guancia se farlo significa la sua distruzione, la distruzione della vita e della sua bellezza.

Barbara Benedettelli

@bbenedettelli

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